Legalità  e trasparenza: i medici si muovono
lunedì 11 luglio 2011

di Walter Gatti * Il mondo medico può permettersi di osservare con distacco le problematiche della legalità ? Può essere un soggetto che non interpreta e non incide sui valori di giustizia di una società  che guarda al proprio futuro e alle nuove generazioni, tentando di essere adulta e pienamente responsabile? La risposta è un <> che con forza è stato pronunciato da tutti i relatori del convegno "La professione medica a tutela della legalità . Gli Ordini, la Magistratura, la Politica. Sua maestà  la Trasparenza", che nel pomeriggio dell 8 luglio ha visto oltre trecento partecipanti affollare la magnifica aula magna della Società  di storia patria, situata a Palermo, nel piano nobile del magnifico convento di S. Domenico. Il capoluogo siciliano, città  dai ruvidi contrasti e dalle purissime testimonianze artistiche, esercita sempre un fascino particolare su tutti coloro che amano gli intrecci tra culture millenarie e tra le variegate radici del sapere. E proprio i differenti approcci - professionale, giurisprudenziale, etico, politico, penale - sono stati il segreto di un convegno che è riuscito a mettere la figura del medico a confronto con le possibili deviazioni e responsabilità  penali del suo percorso etico e deontologico. Un convegno che, esplicitamente, ha anche toccato il tema della responsabilità  ordinistica in merito a procedimenti e sanzioni dei suoi iscritti, argomento che spesso viene utilizzato per chiedere a gran voce (una voce che a volte pare rispondere ad interessi non propriamentetrasparenti) l abolizione dell Ordine stesso. Cosciente delle mille sfumature in gioco nel rapporto tra medico e legalità , Amedeo Bianco, presidente della FNOM, ha argomentato per primo, ricordando che la Federazione non fugge dalle sue responsabilità  e richiamando la necessità  di armonizzare tre tematiche fondamentali nel corretto bilanciamento del rapporto tra realtà  ordinistiche e magistrati sul tema delicato delle sanzioni disciplinari: <>. Su quest ultimo punto ha convenuto il capo della procura di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, che ha ammesso che <>. Ma Pignatone, dopo aver richiamato la speranza di una convergenza tra le due professioni e di una rinnovata stima, ha anche ricordato i molteplici terreni su cui i medici si trovano ad aver a che fare con episodi di criminalità  organizzata, <>. Così, quando i medici entrano in correlazione o in appartenenza malavitosa, ha sottolineato Giovanni Fiandaca, ordinario di diritto penale all università  di Palermo, violano proprio il codice di deontologia medica, perchà svolgono attività  censurabili, contravvenendo alla necessità  di autonomia e di non-subalternità  che sono prerogative dell ars medica eticamente irreprensibile. Proprio parlando di deontologia e di sua valenza contemporanea, è intervenuto Aldo Pagni, che, chiedendosi se il codice abbia valore giuridico, ha domandato ai giuristi presenti la possibilità  e l opportunità  di un adeguamento istituzionale alle norme che si sono date i medici italiani, in quanto espressione della nuova realtà  medica che professionalmente garantisce la salute dei cittadini italiani. Ma, dopo gli interventi di Iadecola e Sanseverino, capaci di analizzare le sfumature esistenti tra responsabilità , sanzione, radiazione e condanna, la parola è passata alla politica. In primis con l intervento passionale di Massimo Russo, assessore siciliano alla salute, che ha ricordato come nella sua Regione la scelta di affidare la sanità  ad un magistrato sia <>. Russo, che ha orgogliosamente ricordato come nella Regione Sicilia sia in atto un profondo rinnovamento del sistema-sanità  che sta portando la regione fuori dalle secche dei buchi neri di bilancio, <>, ha ceduto il microfono a Salvatore Iacolino, parlamentare europeo del PPE, vicepresidente della commissione Giustizia del Parlamento Europeo, tra i firmatari del primo rapporto sulla criminalità  organizzata in Europa. Iacolino ha condiviso con la platea la considerazione che probabilmente il vecchio continente è indietro sia nella sua legislazione sulla mafia, che nella conoscenza stessa del fenomeno; motivo per cui l Italia, con le sue Istituzioni e i suoi soggetti responsabili - l Ordine dei medici tra gli altri - potrebbe <>. E stato quindi Giuseppe Lumia a portare il convegno sui binari delle proposte. <>. Sarebbe un salto di qualità  sostanziale: di fronte a <> e indiscutibili di atti contrastanti con l etica medica, gli Ordini potrebbero motu proprio prendere decisioni sanzionatorie (come, aveva ricordato Bianco, già  in passato è accaduto a Torino). Su questa proposta sono giunte le conclusioni del convegno, ad opera di Salvatore Amato - mentre il moderatore, Orfeo Notaristefano, ricordava ai presenti di non compiere l errore che un convegno su medicina e legalità  <>. Il sipario si è chiuso con una frase precisa di Amato: <>. Parole dette ai presenti, ma soprattutto rivolte a tutto il mondo medico e delle istituzioni. Non frasi facili, bensì espressione di un sentire che sta diventando il fattor comune di tutta la professione medica. * Direttore editoriale Portale Fnomceo