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XXX congresso COI-AIOG 2026. Odontostomatologia, da Palermo la nuova identità della professione odontoiatrica
Palermo, 9 marzo 2026 – Il XXX Congresso scientifico del Cenacolo odontostomatologico italiano COI-AIOG, che si è svolto a Villa Magnisi dal 6 al 7 marzo 2026, ha messo al centro il futuro della professione odontoiatrica. Tecnologia, centralità della persona, formazione, tariffario e identità professionale sono stati i temi del confronto tra professionisti, università e rappresentanti istituzionali.
Ad accogliere i partecipanti Toti Amato, presidente dell’Omceo di Palermo, Mario Marrone, presidente della Commissione albo odontoiatri (Cao) Palermo, Mariele D’Antoni, vicepresidente Cao, e Giuseppe Gariffo, segretario Cao.
Promosso da Maria Grazia Cannarozzo e dal prof. Giuseppe Lo Giudice del Cenacolo COI-AIOG, il congresso ha offerto l’occasione per un confronto sul ruolo sempre più integrato dell’odontoiatria nella medicina e sull’odontoiatra come medico "sentinella" nella diagnosi precoce di patologie sistemiche.
Ad aprire il confronto il presidente Toti Amato, componente del direttivo nazionale della Federazione Fnomceo, che ha sottolineato il valore della collaborazione tra istituzioni ordinistiche e comunità scientifica nel governare le trasformazioni della professione. "Le nuove tecnologie – ha detto - devono essere al servizio della persona e non sostituire la capacità clinica del medico. Diventa perciò fondamentale garantire una formazione capace di accompagnare i professionisti nell’utilizzo consapevole di tutti gli strumenti digitali disponibili".
In linea anche il presidente della Cao di Palermo Mario Marrone, componente del direttivo nazionale Fnomceo, che ha affrontato anche il tema del nuovo nomenclatore tariffario, un "passaggio importante" che riguarda direttamente il rapporto tra professione, sistema sanitario e accesso alle cure. "Per l’odontoiatria resta però aperta una riflessione sul reale riconoscimento del valore clinico e sociale delle cure odontoiatriche. È necessario che il confronto con le istituzioni prosegua coinvolgendo pienamente la professione e le società scientifiche affinché si arrivi a un aggiornamento che tenga conto dell’evoluzione tecnologica, dei costi reali delle prestazioni e soprattutto delle esigenze di salute dei cittadini".
Il congresso ha messo in evidenza il nuovo ruolo dell’odontoiatra, sempre più figura chiave nella diagnosi precoce e nella terapia integrata delle patologie sistemiche. In questo contesto si inseriscono i temi che delineano una fase di trasformazione per l’odontoiatria: la proposta di una nuova denominazione della professione che rifletta meglio la sua dimensione medica, l’impatto delle innovazioni tecnologiche sulla formazione e sulla pratica clinica e il nodo del nuovo nomenclatore tariffario.
L’innovazione tecnologica sta infatti cambiando la professione senza sostituire il ruolo clinico e diagnostico del medico. La cavità orale resta un osservatorio privilegiato per la diagnosi precoce di numerose patologie, comprese quelle neoplastiche, come ha sottolineato il presidente nazionale Cao Andrea Senna. "L’odontoiatra del 2026 non si occupa più soltanto del dente - ha spiegato - ma più della salute del distretto orale più in generale. Per questo riteniamo che il termine odontostomatologia rappresenti meglio la professione di oggi. Stiamo valutando un possibile aggiornamento della denominazione del corso di laurea. L’obiettivo è avere un nome che rappresenti davvero l’ampiezza della professione e che restituisca il valore medico della nostra specialità".
Le nuove tecnologie rafforzano quindi la dimensione medica dell’odontoiatria anche sul piano formativo e organizzativo. Da qui la tavola rotonda che ha riunito Ordine professionale, università, studenti e igienisti dentali. "Un confronto necessario perché l’evoluzione della professione passa anche dal ruolo delle società scientifiche nell’aggiornamento dopo la laurea", ha detto Maria Grazia Cannarozzo, presidente del COI-AIOG. "Un contributo, quello delle società scientifiche – ha proseguito Giuseppe Lo Giudice – che deve svilupparsi attraverso la ricerca e l’innovazione tecnologica, evitando però un eccessivo tecnicismo che finisca per far perdere di vista la centralità della persona”.
Al confronto hanno partecipato rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni ordinistiche e delle principali associazioni di settore. Tra questi Umberto Romeo, segretario del Collegio dei docenti universitari di discipline odontostomatologiche e della Società italiana di patologia e medicina orale (Sipmo), Livia Ottolenghi (presidente della Conferenza permanente dei presidenti CLMOPD italiani) e Isabel Ascension Trujillo Perez (docente di Filosofia del diritto, deontologia, sociologia e critica del diritto). A portare il suo contributo con un saluto in video anche la rettrice dell’Università Sapienza di Roma, prof.ssa Antonella Polimeni.
Numerosi docenti delle università di Catania, Messina e Palermo: Giuseppina Campisi, Giovanna Giuliana, Giacomo Oteri, i Coord. dei CLMOPD siciliani: Giuseppe Pizzo, Angela Militi, Gaetano Isola, Rodolfo Mauceri, Vera Panzarella, Eugenio Pedullà, Marco Portelli, Carmen Mortellaro, ed Ernesto Rapisarda.
Presenti anche Luigi Daleffe, vicepresidente dell’Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri (Enpam), Giampaolo Damilano e Alba Latini, componenti della Cao nazionale, Giuseppe Renzo, past president Cao nazionale, Marta Mello (coordinatrice dell’area strategica Etica e Deontologia Odontoiatri), Angelo Frenna, (consulta Enpam Conv. Est.), Angelo Frenna, componente della Consulta Enpam. Oltre ai numerosissimi presidenti CAO.
Alla tavola rotonda hanno preso parte i rappresentanti delle società scientifiche e delle associazioni professionali: Cinzia Forestiero (Asmoe), Maria Teresa Agneta (Aidi), Eugenio Pedullà (Aie), Alice Fumei, presidente dell’Associazione italiana studenti di odontoiatria (Aiso), David Rizzo (Aio), Cesare Lupo (Snoi) e Luca Rappa (Croat).