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Aggressioni ai sanitari: chiediamo un tavolo tecnico regionale per arginare il fenomeno
Comunicato stampa dell'Associazione Scientifica Nazionale Hospital & Clinical Risk Managers
lunedì 09 aprile 2018

L’Associazione Scientifica Nazionale Hospital & Clinical Risk Managers esprime la propria solidarietà ai medici vittime dell'ennesimo caso di aggressione fisica ed esprime grande preoccupazione per il clima che sta alla base del dilagare di questo intollerabile fenomeno.

C’è la necessità di andare oltre l’osservanza della specifica “raccomandazione” del ministero della Salute relativa alla prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari.

Su questa linea l’associazione scrivente già lo scorso 7 febbraio 2017 aveva chiesto all’Assessore alla salute del tempo, non ricevendo alcuna risposta, l’attivazione di un tavolo tecnico permanente sull’argomento esteso ai questori ed ai prefetti siciliani.

A seguire il 23 ottobre 2017 a Villa Magnisi, sede dell'Ordine dei medici di Palermo è stato presentato il "Protocollo di rilevazione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari e sindrome da Burnout correlata" alla presenza del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, del presidente dell'Omceo Palermo, Dott. Toti Amato, e del presidente dell'"Associazione Scientifica Hospital & Clinical Risk Managers" Prof. Alberto Firenze.

 

 

 

 

 

Lo stesso Prof. Firenze dichiarava che il protocollo avrebbe dato il via ad un progetto realizzato in partnership tra l'ente capofila l'"Associazione Scientifica Hospital & Clinical Risk Managers", l'Omceo con l’Obiettivo di arginare i continui atti di violenza subiti dai medici e da tutti i professionisti della sanità negli ospedali e nelle strutture territoriali, soprattutto nelle aree di emergenza, di continuità assistenziale e di prima accoglienza.

 

Il progetto nasce dall'analisi dei dati allarmanti sui gravi disagi che vivono ogni giorno medici e operatori durante l'esercizio della loro professione, confermati anche da una Raccomandazione ministeriale in cui si spiega l'evolversi di certe condotte aggressive.

"Un comportamento violento - ribadisce il Prof. Firenze - avviene spesso secondo una progressione che, partendo dall’uso di espressioni verbali aggressive, arriva fino a gesti estremi quali l’omicidio. La conoscenza di tale progressione può consentire al personale di comprendere quanto accade ed interrompere il corso degli eventi".

Da allora l’Associazione sta somministrando questionari presso tutte le Aziende sanitarie siciliane e nei prossimi giorni la stessa valutazione verrà condotta su tutto il territorio nazionale con il patrocinio e collaborazione di tutti gli ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Italia, così come voluto dal Presidente Nazionale e dal consigliere nazionale della FNOMECEO, rispettivamente Dott. Filippo Anelli e Dott. Toti Amato.

Si auspica pertanto un immediato confronto con le istituzioni preposte al mantenimento dell'ordine pubblico, anche in Sicilia, finalizzato anche a definire un protocollo operativo che consenta di prevenire ogni forma di violenza fisica e verbale nei confronti di tutti gli operatori sanitari a qualsiasi livello impegnati.

L'Associazione, quindi torna a chiedere, all’Assessore regionale alla Salute, che si attivi un tavolo tecnico permanente sull’argomento, in cui coinvolgere anche i questori e i prefetti delle tre aree metropolitane siciliane (Palermo, Catania e Messina) e i direttori generali delle Aziende sanitarie e Provinciali siciliane.