BIBLIOTECA MEDICA VIRTUALE
Ancora tagli nelle sanità regionali
Piani di rientro
martedì 19 giugno 2012

Ancora tagli nei piani di rientro della sanità delle regioni Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. A rischio 11mila strutture tra reparti ospedalieri, consultori, centri di salute mentale e Sert. E' quanto previsto nel documento elaborato lo scorso marzo dai ministeri della Salute ed Economia e dalle Regioni per il contenimento dei costi. I tagli dovrebbero realizzarsi entro il 31 Dicembre del 2012, ma in esecutivo potrebbero essere valutate eventuali modifiche ai piani se i servizi territoriali risulteranno depotenziati. Nel territorio nazionale le strutture sanitarie cosiddette complesse, secondo il documento sono 6.738 e le strutture semplici 15.793. Secondo le nuove disposizioni verrebbero ridotte a 4.917 le strutture complesse e a 6.441 le strutture semplici. Tra le strutture a rischio proprio i consultori, i servizi di salute mentale, i Sert. Alcune di queste strutture in realtà non sono mai state attivate, se non nella programmazione, rimane però alto il rischio - secondo il sindacato CGIL - che l'assistenza territoriale si impoverisca ulteriormente. La spending review colpisce in particolare i primariati. Dei 19mila primari presenti tra asl e ospedali in tutta Italia, tremila sono considerati in esubero. In Trentino Alto Adige 37, in Lombardia 255, in Campania 800, in Toscana 392 e in Sicilia 323. Occorre procedere con cautela evitando che la filosofia dei tagli colpisca, oltre che le strutture nate per attività di consulenza e sulle quali si può operare un risparmio, anche reparti essenziali come quelli oncologici che si sono contraddistinti in questi anni nel territorio per le buone prassi sanitarie.