Ancora tagli nelle sanità regionali
Piani di rientro
Ancora tagli nei piani di rientro della sanità delle regioni Piemonte, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. A rischio 11mila strutture tra reparti ospedalieri, consultori, centri di salute mentale e Sert. E' quanto previsto nel documento elaborato lo scorso marzo dai ministeri della Salute ed Economia e dalle Regioni per il contenimento dei costi. I tagli dovrebbero realizzarsi entro il 31 Dicembre del 2012, ma in esecutivo potrebbero essere valutate eventuali modifiche ai piani se i servizi territoriali risulteranno depotenziati. Nel territorio nazionale le strutture sanitarie cosiddette complesse, secondo il documento sono 6.738 e le strutture semplici 15.793. Secondo le nuove disposizioni verrebbero ridotte a 4.917 le strutture complesse e a 6.441 le strutture semplici. Tra le strutture a rischio proprio i consultori, i servizi di salute mentale, i Sert. Alcune di queste strutture in realtà non sono mai state attivate, se non nella programmazione, rimane però alto il rischio - secondo il sindacato CGIL - che l'assistenza territoriale si impoverisca ulteriormente. La spending review colpisce in particolare i primariati. Dei 19mila primari presenti tra asl e ospedali in tutta Italia, tremila sono considerati in esubero. In Trentino Alto Adige 37, in Lombardia 255, in Campania 800, in Toscana 392 e in Sicilia 323. Occorre procedere con cautela evitando che la filosofia dei tagli colpisca, oltre che le strutture nate per attività di consulenza e sulle quali si può operare un risparmio, anche reparti essenziali come quelli oncologici che si sono contraddistinti in questi anni nel territorio per le buone prassi sanitarie.