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Torino: Al via il congresso mondiale di cardiologia
«Advances in cardiac arrhytmias and great innovation in cardiology» è il tema dei lavori di questa edizione
venerdì 26 ottobre 2012

Si concluderà Domenica 29 Ottobre il Congresso Mondiale di Cardiologia di Torino. L'evento, aperto oggi al Centro Congressi dell’Unione Industriale, in via Vela 17, è promosso dal Professor Fiorenzo Gaita, Direttore della Cattedra di Cardiologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Torino e dal Professor Sebastiano Marra, Direttore della Cardiologia Ospedaliera dell’Ospedale delle Molinette.

In questa tre giorni si concentrano i massimi esperti del settore, provenienti dalle realtà cliniche più importanti nel mondo. Il tema del Congresso prende le mosse dai dati ancora preoccupanti sulla morte cardiaca improvvisa in Italia, responsabile del 60-70% di tutte le cause di morte cardiovascolare; in tutto più di 70.000 decessi ogni anno (70.927 nel 2011). Questa tipologia di morte è difficile da prevenire perchè subentra dopo appena un’ora dall’inizio dei sintomi. 
Oggi all'apertura del Congresso dal titolo «Advances in cardiac arrhytmias and great innovation in cardiology», saranno presenti 420 partecipanti tra medici e infermieri.

Nelle diverse sessioni verrà sottoposto al vaglio l’utilizzo della «nuova vecchia molecola», la chinidina, riscoperta come farmaco salvavita per la maggior parte delle sindromi di morte improvvisa. Il focus dei lavori è dedicato ai progressi nella cura delle aritmie cardiache, troppo spesso sottovalutate ed alle grandi innovazioni che si sono siuccedute negli ultimi cinque anni nelle terapie cardiologiche.  

Fiorenzo Gaita, Direttore della Cattedra di Cardiologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Universita’di Torino nella sua relazione di apertura ha tenuto a sottolineare che ''la chinidina, quasi abbandonata, addirittura ritenuta pericolosa in determinate condizioni, oggi si dimostra essere un farmaco salvavita in almeno 3 su 4 delle malattie che colpiscono soggetti giovani con cuore apparentemente sano, contribuendo così a prevenire e quindi ridurre significativamente la morte improvvisa''.   
 
Ma perchè la prevenzione e la cura sono così importanti per queste patologie? Le nuove terapie che abbiamo a disposizione, dicono gli esperti, permetteranno di curare sempre più pazienti, a causa dell'invecchiamento della popolazione. Per rimanere in Italia, ci si dovrà confrontare con 6.147.116 persone over 75 anni, una percentuale altissima e, dunque, a forte rischio di morte. Basti pensare che il 2,8% di questa popolazione soffre di una severa degenerazione della valvola aortica (164.128 pazienti); di questa percentuale il 32% (42.224) non può essere sottoposta ad intervento chirurgico. 
 
“Da questi dati - evidenzia Sebastiano Marra - si comprende l’importanza dell’impianto transcatetere della valvola aortica in un così fragile gruppo di pazienti che altrimenti avrebbero una vita molto breve e ricoveri continui. Il trattamento di questa malattia in Piemonte è iniziato nel 2008 ed ha ottenuto ottimi risultati: dopo un anno abbiamo una sopravvivenza del 73% su pazienti che sarebbero altrimenti deceduti. Anche la riparazione interventistica della valvola mitrale, avviata nel marzo di quest’anno, mediante l’impianto di clips metalliche in pazienti con grave e non altrimenti trattabile scompenso cardiaco, ha dato risultati eccellenti con netta riduzione dei ricoveri e recupero di una buona autonomia fisica in coloro che avevano ricoveri continui e lunghe degenze.”