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Screening ASP Palermo
Sanità: ancora tagli
Nel mirino ancora beni e servizi sanitari per un taglio pari a 1,5 miliardi
martedì 09 ottobre 2012

Non sono bastati i tagli della manovra strutturale della spending review. Sono previsti ulteriori interventi: tra le misure più pesanti la cancellazione dell'indennità di vacanza contrattuale nel pubblico impiego nei prossimi due anni e il mantenimento del tetto attuale dell'iva (che si prevedeva di diminuire nel 2013).

La sanità nella bozza in fase di preparazione risulterebbe ancora tra i dicasteri presi di mira per la riduzione dei costi. La manovra non dovrebbe risultare impopolare anche alla luce dei tagli che si intendono operare a sfavore delle regioni 'sprecone', ancora oggi sule prime pagine dei giornali, relativamente alle voci di consulenze ed alle spese non certificate dai beneficiari. Per le Regioni a statuto ordinario si tratterebbe di una ulteriore riduzione del contributo del governo pari a un miliardo l'anno, in tutto il doppio del taglio fissato a luglio con la spending review. Guai per le regioni a statuto speciale che vedranno una riduzione aggiuntiva di 500 milioni. La Sicilia, insieme alla Sardegna subirà una decurtazione del fondo speciali del federalismo destinato agli enti locali (comuni e province), rispettivamente pari a 500 milioni e 200 milioni l'anno.

Le cattive notizie riguardano il Fondo sanitario nazionale, a cui si attingerà per contribuire alle esigenze del bilancio dello Stato. Nel mirino i beni e servizi per un taglio pari a 1,5 miliardi. Non è ancora chiaro in quali settori si adoperranno i contenimenti dei costi, sicuramente non sarà facile per il governo interloquire con le rappresentanze professionali e con i sindacati. Questo ulteriore sacrificio si aggiunge alle novità già introdotte del nuovo criterio quantitativo per la definizione del prezzo di riferimento alle condizioni di maggiore efficienza, ma anche alla riduzione già prevista del tetto di spesa relativo all'acquisto di dispositivi medici, a partire dal 1 Gennaio 2013, dal 4,9 al 4 per cento.