I numeri del bilancio regionale: la crisi è reale e ufficiale
Nella bozza dell'assessore al bilancio Gaetano Armao a rischio sanità, precariato, forestazione
Le preoccupazioni sulla situazione regionale prendono forma contabile e sostanziale. Il fantasma del collasso finanziario o, nella migliore delle ipotesi, della difficoltà di copertura di interi settori del bilancio corrente si ripresenta a poche settimane dal voto. Vincere le elezioni siciliane potrebbe anche non costituire un successo per il futuro governatore.
I settori chiave a rischio sono la sanità (per quanto concerne le spese di cofinaziamento), la copertura per il personale della Regione a tempo determinato e per il settore del precariato, la spesa per forestazione, attività antincendio e impianti di dissalazione.
E' quanto si legge nella bozza del bilancio di previsione per il 2013 e di quello pluriennale 2013-2015, preparata dall'assessore al bilancio Gaetano Armao e trasmessa agli uffici ed ai dipartimenti.
Sembrerà uno scherzo ai partiti che si preparano alla competizione per l'elezione dei deputati e del presidente, sin dall'inizio poco attenti ai contenuti di ciò che dovrà essere fatto e molto impegnati invece nella definizione degli schieramenti in un'ottica di sicilia-laboratorio per le future elezioni nazionali.
Nel 2013 previsti tagli sugli impegni di spesa per 1,3 miliardi (22% in più rispetto al budget già magro del 2011), nel biennio 2014-2015 il taglio salirà al 24%.
Una particolarità della bozza: viene specificato che mancano i fondi necessari a coprire voci di spesa ''aventi natura obbligatoria o di rilevante valenza sociale, per cui potrà rendersi necessario ridurre ulteriormente i budget di spesa dei singoli dipartimenti regionali''.