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Consenso informato, medici e giuristi a confronto a Villa Magnisi nel ricordo di Giaccone
Rendere il consenso informato più comprensibile, superando la logica del semplice modulo da firmare per consentire a ogni paziente di conoscere le cure proposte e scegliere consapevolmente. È uno dei temi emersi dal confronto tra medici e giuristi riuniti oggi a Villa Magnisi, sede dell'Ordine dei medici di Palermo, per "A lezione da Giaccone", l'incontro dedicato al rapporto tra medicina e diritto, dall'evoluzione della giurisprudenza alle nuove questioni poste dall'intelligenza artificiale e dalla sperimentazione clinica.
L'iniziativa, organizzata dal Centro studi Paolo Giaccone in collaborazione con l'Ordine dei medici di Palermo, presieduto da Toti Amato, ha aperto un ciclo di appuntamenti dedicati alla memoria del medico legale Paolo Giaccone, assassinato dalla mafia nel 1982 per non aver tradito i principi della propria professione. Per Amato, un'occasione "per rileggere la sua eredità scientifica e morale alla luce di come è cambiato il rapporto tra medico e paziente".
Ad accogliere i partecipanti è stato il vicepresidente dell'Ordine dei medici Luigi Spicola, che ha richiamato l'importanza di una comunicazione chiara nella relazione di cura. "Non basta usare parole semplici, bisogna assicurarsi che il paziente abbia capito ciò che gli viene proposto. Solo così si costruisce un rapporto di fiducia, si favorisce l'adesione alle terapie e si evitano incomprensioni".
"Ricordare Paolo Giaccone significa anche capire quanto il passato possa ancora insegnarci – ha spiegato Riccardo Maiorca, presidente del Centro studi e responsabile scientifico dell'incontro –. Siamo partiti da un caso medico affrontato dal professore per ripercorrere come si è evoluto il consenso informato, sia nella giurisprudenza sia nella pratica medica, e capire cosa è cambiato nel rapporto di cura, nelle responsabilità dei professionisti e nella tutela dei pazienti".
Una riflessione che ha toccato anche un problema concreto, quello dei documenti spesso troppo lunghi e complicati, che il cittadino finisce per firmare senza averne compreso fino in fondo il contenuto.
"Il consenso informato deve permettere a tutti, indipendentemente dal livello di istruzione, di capire quali cure vengono proposte, quali alternative esistono e quali conseguenze possono derivare dalle proprie scelte – ha sottolineato Maiorca –. È la base di un rapporto trasparente tra medico e paziente. Servono quindi informazioni più chiare, sintetiche e leggibili, senza perdere nulla di ciò che è necessario sul piano clinico e giuridico. Perché firmare un modulo non significa necessariamente aver capito".
Nel suo intervento, l'assessora regionale della Famiglia Nuccia Albano, medico legale e allieva di Giaccone, ha ricordato il professore anche attraverso la propria esperienza. "Dobbiamo tenere alto e vivo il suo ricordo, perché ha pagato con la vita la sua onestà intellettuale". Sul tema del convegno ha ribadito che la medicina non può fermarsi alle competenze tecniche e scientifiche, ma deve costruire con il paziente un rapporto fondato sulla chiarezza e sul rispetto delle sue decisioni. "Il diritto all'autodeterminazione spetta al paziente", ha ricordato, sottolineando che è lui a dover conoscere le proprie condizioni di salute e le possibilità terapeutiche per poter scegliere liberamente.
La figlia Camilla Giaccone ha invece raccontato come, dopo il pensionamento, abbia deciso di dedicarsi alla memoria del padre, incontrando soprattutto gli studenti. "Volevo farlo conoscere a chi lo aveva dimenticato", ha spiegato, soffermandosi sull'interesse mostrato dai ragazzi e su come ogni incontro le permetta di ritrovare e condividere nuovi ricordi.
Nel corso della giornata sono intervenute Ginevra Malta, sull'approccio multidisciplinare al consenso informato, Giovanna Nozzetti, sull'evoluzione della giurisprudenza e del diritto all'autodeterminazione, Elisa Colletti, sulle implicazioni dell'intelligenza artificiale, e Chiara Fallica, sul consenso nella sperimentazione clinica.
Il confronto ha coinvolto il mondo medico e quello giuridico, richiamando anche il ruolo delle diverse realtà dell'avvocatura palermitana, tra cui la Camera degli avvocati tributaristi di Palermo, presieduta dal professore Angelo Cuva, recentemente confermato alla guida dell'associazione per il triennio 2026-2029.
A chiudere i lavori è stata la tavola rotonda moderata dall'avvocata Elena Maiorca, con un dibattito sull'importanza di mettere il paziente nelle condizioni di comprendere e partecipare alle decisioni che riguardano la sua salute.