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Sanità siciliana, dai nove tavoli dell’Officina le proposte per cambiare il sistema
Palermo, 28 settembre 2026 – Oltre 200 partecipanti, tra medici, professionisti della sanità pubblica e privata accreditata, università, associazioni, operatori e cittadini, hanno preso parte alla prima riunione dei tavoli tematici dell'"Officina della sanità siciliana – Costruiamo la sanità che vogliamo", che si è svolta sabato 26 settembre all'Hotel Astoria Palace di Palermo.
L'Officina è un percorso civico, aperto al contributo di competenze ed esperienze diverse, nato con l'obiettivo di individuare criticità e proposte per la riforma del Servizio sanitario regionale. I contributi raccolti nella prima fase sono stati organizzati in nove macroaree strategiche, che costituiscono la base del lavoro dei tavoli e affrontano i principali nodi della sanità siciliana.
A presentare il progetto e moderare il confronto è stato Massimo Caruso, di Innovazione per l'Italia.
Per Elio Borgonovi, presidente onorario del Centro di ricerche sulla gestione dell'assistenza sanitaria e sociale (Cergas) dell'Università Bocconi, alle analisi deve seguire la capacità di "focalizzare gli interventi su elementi specifici", individuando le carenze e affrontandole attraverso progetti mirati. Una strategia che riguarda, tra l'altro, il completamento delle opere, l'ammodernamento degli ospedali, l'efficientamento energetico e le infrastrutture digitali. Sulle Case della comunità, Borgonovi ha richiamato la necessità di intervenire struttura per struttura, coinvolgendo le energie e le professionalità locali per renderle realmente operative. Una prospettiva che deve superare anche la separazione tra sanità, servizi sociali e assistenza. "A livello regionale non si può tenere separata la sanità dai servizi sociali e dall'assistenza", ha sottolineato Borgonovi, indicando tra le priorità una governance capace di collegare Regione siciliana, enti locali e terzo settore e lo sviluppo di un partenariato pubblico-privato nel quale "si cercano le convergenze degli interessi".
Sulla sostenibilità del sistema si è soffermato Salvatore Brugaletta, già direttore generale di Aziende sanitarie, secondo cui il nodo non è soltanto la quantità delle risorse disponibili, ma la capacità di utilizzarle in maniera più efficiente. "Il problema è come utilizzarle", ha detto, indicando come passaggio necessario il superamento della medicina d'attesa. Lasciare al cittadino l'onere di costruire da solo il proprio percorso di salute, ha spiegato, produce scarsa efficacia e costi elevati. La risposta deve essere invece una presa in carico organizzata, soprattutto delle cronicità, capace di prevenire complicanze e ricoveri e di accompagnare il paziente lungo un percorso definito dal sistema sanitario.
Il primo tavolo, "Uscire dal Piano di rientro e tornare a decidere sulla nostra sanità", si è concentrato sulle risorse e sulla capacità di programmazione regionale. "Chi governa la sanità e con quali regole" ha approfondito la governance e l'organizzazione del sistema, mentre "La sanità vicino a casa, i cittadini protagonisti della propria salute" ha posto l'attenzione sull'assistenza territoriale e sull'integrazione sociosanitaria.
Alla rete ospedaliera e all'emergenza-urgenza è stato riservato "Ospedali e pronto soccorso, cure sicure e senza attese", mentre l'accesso alle prestazioni è stato il tema di "Liste d'attesa, come avere una visita o un esame quando serve". "Ammalarsi meno, prevenire prima" si è occupato di prevenzione e "Chi ci cura e chi ci curerà domani" delle risorse professionali. A completare il quadro, "Tecnologie che semplificano davvero la vita al paziente", dedicato all'innovazione tecnologica e digitale, e "Perché dobbiamo curarci fuori dalla Sicilia?", focalizzato sulla mobilità sanitaria.
I lavori hanno coinvolto, tra gli altri, Giovanni Annino, già direttore amministrativo dell'Azienda di rilievo nazionale e di alta specializzazione (Arnas) Garibaldi di Catania, Giuseppe Noto, già direttore sanitario di Aziende sanitarie, Dino Alagna, già direttore generale di Aziende sanitarie, Tiziana Maniscalchi, dell'unità operativa complessa di Medicina d'urgenza, Nicolò Borsellino, oncologo del Buccheri La Ferla, Maria Rosa D'Anna, responsabile scientifica del Dipartimento materno-infantile del Buccheri La Ferla, Pasquale Amendolagine, direttore dell'unità operativa complessa Servizio programmazione e controllo di gestione dell'Azienda sanitaria provinciale (Asp) di Ragusa, Riccardo Papaleo, direttore dell'unità operativa complessa Provveditorato dell'Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania, e Giovanna Baraldi, già direttrice di Aziende sanitarie.
Alla fase dedicata alla condivisione dei processi di cambiamento con enti, associazioni professionali e rappresentanti della sanità privata sono intervenuti Massimo Midiri, rettore dell'Università di Palermo, e Salvatore Gibiino, presidente del Cimest.
I nove tavoli tematici proseguiranno il lavoro nei prossimi mesi fino alla redazione di un documento finale di proposte per la riforma del Servizio sanitario regionale.