Congresso Simce: guida, diabete e sostanze psicotrope, la medicina certificativa fa rete
Dalla valutazione del rischio alla responsabilità medico-legale, fino al ruolo degli accertamenti nei giudizi di idoneità alla guida. Su questi temi si è chiuso a Villa Magnisi il congresso regionale della Società italiana di medicina certificativa (Simce) “Argomenti di medicina certificativa”, che ha riunito il 20 giugno scorso medici, specialisti e componenti delle commissioni mediche locali sui temi del diabete, dell’alcol, delle sostanze psicotrope e della sicurezza stradale. Il confronto, con la responsabilità scientifica di Francesco Famà, Pietro Alberto Cusimano e Angelo Barna, è stato aperto anche dal saluto in collegamento del presidente nazionale Simce, Giorgio Ruggeri.
Il valore della formazione, la necessità di percorsi condivisi e il rapporto con il territorio sono stati al centro dei saluti introduttivi del presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato, e del direttore generale dell'ASP di Palermo Alberto Firenze, che hanno posto l’accento sulle ricadute concrete della medicina certificativa sul piano sociale e lavorativo. sottolineando l’importanza di momenti formativi, soprattutto in una realtà come quella siciliana e in una provincia con un’azienda sanitaria così ampia. “Un confronto che consente di rafforzare attività destinate a caratterizzare sempre di più l’operato dei medici e le valutazioni con ricadute nel campo sociale e lavorativo”.
Per gli esperti la medicina certificativa non è un passaggio burocratico. Quando si esprime un giudizio di idoneità alla guida devono essere valutati i requisiti psicofisici, la vista, l’udito e l’assenza di patologie che possano compromettere la sicurezza stradale. L’articolo 119 del Codice della strada infatti richiama questi accertamenti e, nei casi previsti, il ruolo della commissione medica locale.
Nel paziente diabetico la valutazione deve tenere conto anche delle complicanze d’organo, in particolare di quelle oculari. Come ha spiegato Pietro Alberto Cusimano: “Gli Annali dell’Associazione medici diabetologi (Amd) 2024 indicano una diagnosi di retinopatia diabetica nel 12,1% dei pazienti con diabete di tipo 2 monitorati e nel 21,8% del campione con diabete di tipo 1. Per questo lo screening e l’integrazione tra diabetologo, oculista, medico certificatore e medicina legale sono fondamentali. In Sicilia, secondo l’Istituto nazionale di statistica (Istat), nel 2024 si sono registrati 11.391 incidenti stradali con lesioni a persone, 240 morti e 16.567 feriti. Sono numeri che confermano la necessità di valutazioni accurate, senza automatismi, perché certificare significa contribuire alla tutela del paziente e della collettività”.
Il tenente colonnello medico Donato Pompeo De Cesare, tesoriere della Simce, ha poi richiamato la necessità di rafforzare la formazione territoriale in medicina certificativa. La Società, ha detto, “punta a creare una rete anche a livello locale”, con particolare attenzione alla Sicilia e alla Sardegna, dove per motivi geografici e anche di collegamenti può essere più difficile partecipare agli appuntamenti nazionali. Da qui la scelta di promuovere momenti di confronto nei territori, per rendere più accessibili aggiornamento, scambio professionale e partecipazione dei medici impegnati nelle attività certificative.
Importante il dialogo tra professionisti, istituzioni e medicina legale anche per Giuseppe Saffioti, direttore della direzione sanità di Rete ferroviaria italiana (Rfi) perché gli argomenti affrontati perché hanno ricadute concrete sull’attività quotidiana. “La sanità ferroviaria e la sanità militare – ha concluso Saffioti – hanno una matrice comune e condividono una particolare attenzione i temi dell’idoneità, della valutazione sanitaria e della responsabilità certificativa”.


