SANITÀ: SCIOPERO MEDICI OSPEDALIERI. LA VALLE (U.S.S.M.O) "SEMPRE PIÙ VESSATI E DELEGITTIMATI"
lunedì 26 novembre 2018

"E' solo l'ultima offesa della sanità pubblica ai medici ospedalieri. Forse la più imbarazzante degli ultimi vent'anni subita da una classe medica già profondamente vessata dalla mancanza di organico e per questo obbligata a turni così massacranti da mortificare dignità e valore della professione. Dopo dieci anni di blocco contrattuale è scandaloso umiliare ancora una volta un'intera categoria, proponendo un aumento della retribuzione del 2.90% a fronte del 3.48% di aumento dei contratti pubblici, escludendo dal monte salari indennità di esclusività e retribuzione individuale di anzianità, che tra l'altro non sono state accantonate dalle regioni". Questo il commento di Franco Lavalle, segretario nazionale U.S.S.M.O. (il sindacato medici ospedalieri Universo Sanità ) in occasione dello sciopero nazionale, proclamato da diverse sigle sindacali, in corso a Palermo, in piazza Ottavio Ziino, davanti all’assessorato regionale alla Salute.

"Questa mobilitazione - sottolinea il segretario nazionale - è l'estrema ratio per denunciare tutte le aspettative inattese dai vari governi che si sono avvicendati e le condizioni di continua delegittimazione in cui i medici ospedalieri esercitano il loro lavoro per garantire la salute di tutti nonostante i sacrifici e le difficoltà nell'applicare i principi fondanti di scienza e coscienza della professione in un clima generale di grande disagio sociale".

"Non si tratta solo di accordi contrattuali mortificanti - spiega Vella - . Diritto alla cura e diritto a curare, restituendo il giusto valore alla professione, sono due facce della stessa medaglia dove al centro c'è la persona. Assunzioni e risorse adeguate del Fondo sanitario nazionale (Fsn) per assicurare a tutti i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) sono l'unico ossigeno possibile per salvare il Ssn anche da un processo di privatizzazione che sta stravolgendo la sanità pubblica".

"La politica è chiamata perciò a fare delle scelte urgenti - conclude - a protezione di un sistema ancora riconosciuto tra i migliori in Europa grazie alla responsabilità e alla passione dei medici, ma che oggi si sta sgretolando".