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DDL LORENZIN: AMATO "TESTO METTE A NUDO TUTTA L'INCOMPETENZA DELLA POLITICA"
sabato 14 ottobre 2017

Il Consiglio della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), durante la seduta straordinaria, che si è svolta a Roma al Ministero della Salute, ribadendo la contrarietà all'articolato sulla riforma ordinistica contenuta nel Disegno di legge Lorenzin, all'unanimità, ha confermato il suo ritiro da tutte le collaborazioni istituzionali in corso, nazionali e locali. "La Fnomceo parteciperà solo ad un tavolo costruttivo con il Governo e tutte le forze parlamentari per stabilire i correttivi indispensabili all'asset previsto dal testo di riforma".
Così Toti Amato, presidente dell'Ordine dei medici di Palermo, nonché componente del Consiglio nazionale della Federazione.
"Un vuoto legislativo di oltre mezzo secolo - spiega Toti Amato - che oggi dovrebbe essere oggi colmato da un disegno di legge pasticciato, che l'iter parlamentare ha reso impresentabile e inaccettabile per l'istituzione ordinistica. Tanto da essere persino sconfessato dallo stesso ministro della Salute Lorenzin". 
"In questi quattro anni molte cose sono successe - ha detto infatti il Ministro alla fine dell'incontro di Roma - il disegno di legge è cambiato e ci sono i presupposti per fare emendamenti migliorativi".
"Il testo iniziale, che avrebbe dovuto ridare impulso alle funzioni degli Ordini - continua il presidente - oggi è stravolto, tanto da non potere più garantire l'autonomia degli Ordini dalla politica, a garanzia di un sereno svolgimento della professione medica e della salute dei cittadini".
"L'articolato che si vorrebbe licenziare apre le porte alla politica come amministratore degli Ordini: intromissione nelle modalità elettive, nelle istruttorie disciplinari e nella gestione economica, caricandoli anche di ulteriori spese, difficilmente sostenibili per le strutture più piccole. Una delegittimazione tout-court" dice Amato.

"Le nuove regole - continua il presidente - prevedono, non solo una moltiplicazione di seggi, difficili da gestire per le economie degli Ordini, ma anche la possibilità del voto on line, la cui realizzazione, oltre a richiedere tempo e risorse, non assicurano la dovuta trasparenza. Elemento indispensabile, visto che si parla di salute. E poi, l'obiettivo dei governanti di mettere mano anche sul numero di mandati dei vertici, vincolato a due anni. Secondo il nuovo impianto, chi ha svolto il ruolo di presidente, vice presidente, tesoriere o segretario di Ordini e Federazioni delle professioni sanitarie, non potrà più candidarsi allo stesso incarico se lo ha già svolto due volte. Una misura che la politica non ha fatto neanche per se stessa". 
"Aggravi di spesa anche per il Collegio dei revisori dei conti - spiega Amato - che dovrebbe essere costituito da revisori legali iscritti al Registro. Una spesa esagerata, quasi impossibile da sostenere per gli Ordini più piccoli".
"Il Ministero - prosegue il presidente dell'Omceo - vorrebbe anche entrare nei procedimenti disciplinari dei medici, integrando sotto il suo ombrello nuovi uffici istruttori. L'obiettivo è affidare alla commissione dell'ordine la componente istruttoria, senza peraltro conferirgli servizi inquirenti, delegando poi ad altra commissione la componente giudicatrice, il cui onere è a carico dell'Ordine. Il risultato sarebbe la paralisi e lungaggine di giudizio su istruttorie di cui non si conoscono i dati reali. Un sistema di cui non si capisce la necessità, considerato che gli Ordini hanno già i tre gradi di giudizio, che terminano alla Cassazione ordinaria".

"Regole pasticciate, dove il grande valore della trasparenza, tanto sbandierato, si trasforma in incompetenza politica. Perciò mi auguro che siano apportati tutti i correttivi necessari prima che il ddl diventi legge di riforma".