BIBLIOTECA MEDICA VIRTUALE
Presentato a Roma il rapporto Codacons sull'integrazione dei cittadini stranieri nel sistema sanitario
Sanità e Immigrati
sabato 23 giugno 2012

«Sanità: sempre più difficile il rapporto tra immigrati e strutture sanitarie italiane» è il tema del convegno che si è appena svolto a Roma presso l’Ospedale San Camillo. Nella ricerca presentata dal Codacons sono diverse le criticità nel rapporto che gli stranieri intrattengono con la sanità. Poca informazione, i consueti problemi di lingua e disagio aggravati dall'assenza di personale di mediazione in pianta stabile, la difficoltà nei rapporti sociali, soprattutto durante le degenze. L'indagine è stata condotta su un campione formato da stranieri che vivono nella capitale e che hanno risposto in forma anonima al questionario proposto dall’associazione dei consumatori.

Il 95,12% degli immigrati intervistati sono stati ricoverati almeno una volta, il 60% sceglie la struttura pubblica, il 7,32% opta per il privato, il 9,76% si cura da solo mentre il 12,20% attende di tornare nel proprio paese per accedere alle cure non urgenti.

Tra le domande-chiave Cosa pensi del nostro sistema ospedaliero? Ti senti accolto e accudito come ogni altro cittadino? Quando sei malato a chi ti rivolgi?
In generale viene operata una valutazione positiva della professionalità del personale sanitario (giudicata insufficiente solo dal 14,63% degli intervistati) mentre l'accoglienza rimane un segmento critico. La professionalità viene giudicata dal 56,10 % sufficiente, dal 26,83% buona, dal 4,88% ottima.
Alla domanda 'Come giudichi il livello di trattamento umano?' il 26,83% ha risposto che si sente trattata bene e come una persona, il 29,27% come un malato, il 24,39% come un numero tra tanti e, significativamente, il 19,51% si sente umiliato e non rispettato.

L'ambiente ospedaliero nella ricerca diventa anche la chiave per esaminare i livelli di integrazione con gli italiani: soltanto il 29,27% degli stranieri intervistati hanno instaurato un buon rapporto con i compagni di stanza, mentre ben il 43,90% dichiara di avere avuto esperienze di scortesia, e ancora il 26,83% ha riscontrato indifferenza.

Ma la criticità più alta, presente anche negli altri settori in cui gli immigrati devono relazionarci con un'istituzione, riguarda il fronte della comunicazione: sono il 51,22% gli stranieri che hanno incontrato difficoltà nei momenti di spiegazione dei sintomi di una malattia o dello stato di salute a causa della lingua. Poca presenza senza dubbio delle figure dei mediatori interculturali, soprattutto nell'ambiente sanitario: la maggior parte degli intervistati non conosce, tra l'altro, gli ambulatori di medicina delle migrazioni, ma anche i consultori familiari che continuano a svolgere nei confronti della fasce deboli compiti importanti di prevenzione. Sulla pianificazione familiare, ad esempio, circa uno straniero su tre, non è ancora a conoscenza delle leggi che tutelano la maternità.