BIBLIOTECA MEDICA VIRTUALE
Riparato il nervo ottico nei topi, registrato il recupero parziale della vista
Ricerca
giovedì 24 maggio 2012

ROMA. Topolini col nervo ottico lesionato hanno recuperato parzialmente la vista grazie a una terapia sperimentale tripla ideata da ricercatori del Children's Hospital di Boston. Pubblicato sulla rivista PNAS, lo studio dà la dimostrazione di principio che un giorno anche danni al nervo ottico che oggi compromettono irrimediabilmente la vista (ad esempio nel glaucoma) potrebbero essere curati stimolando la rigenerazione delle fibre nervose del nervo. Più in generale, spiega Larry Benowitz, lo studio mostra che la riparazione delle fibre nel sistema nervoso centrale è possibile anche nell'animale adulto. La ricerca ha coinvolto anche l'italiana Michela Fagiolini. "E' da anni che studiamo la rigenerazione del nervo ottico - spiega Benowitz - come modello sperimentale della rigenerazione nel sistema nervoso centrale. Nel corso degli anni abbiamo scoperto per caso tre modi di stimolare la rigenerazione delle fibre nervose del nervo; in questo studio abbiamo visto che mettendo insieme questi tre metodi si ha una risposta sinergica enorme". Il nervo ottico è un fascio di fibre nervose che convoglia al cervello gli stimoli ricevuti dalla retina. Se il nervo ottico è danneggiato la vista può essere ridotta o persa. Gli esperti hanno stimolato nelle cellule retiniche che formano la base del nervo ottico (gangliari) la produzione di una molecola da loro a lungo studiata (oncomodulina) e di altri fattori di crescita attraverso la somministrazione di un farmaco; hanno accresciuto l'azione dell'oncomodulina agendo sul suo recettore; infine hanno eliminato il gene Pten (un oncosoppressore). Tutto ciò ha fatto decollare la rigenerazione del nervo ottico; le nuove fibre si sono allungate in modo ordinato permettendo il recupero parziale della visione. Siamo lontani da applicazioni cliniche, conclude Benowitz, ma questo risultato mostra la possibilità di riparare il nervo ottico nei pazienti.