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Visite medico legali
Visite medico legali sui dipendenti assenti per malattia fuori dal Ssn le Regioni, chiedono anche di reintegrare il fondo sanitario. Audizione alla Camera
Fuori dal Ssn le attività medico-legali per accertare lo stato di salute del dipendente assente per malattia. A chiederlo sono i presidenti delle Regioni ascoltate ieri in audizione presso la Commissione Affari sociali della Camera. E che hanno elaborato un documento nel merito della questione, illustrato ai deputati dall'assessore alla sanità dell'Emilia Romagna Carlo Lusenti.
Questo tipo di prestazioni, spiega la nota, a favore delle Pubbliche Amministrazioni che le richiedono «hanno comportato a lungo solo un grave onere per il Servizio sanitario nazionale, onere per il quale avrebbero dovuto essere individuate regolarmente (e non solo assai sporadicamente, se non addirittura una tantum), le ulteriori risorse».
E per di più, sottolinenao le Regioni, si tartta anche di prestazioni inappropriate, visto che le visite di controllo sui lavoratori assenti per malattia sono state introdotte esclusivamente per contrastare l'assenteismo e sono richieste dai datori dì lavoro pubblici e privati, nel loro esclusivo interesse. Gli accertamenti medico-legali effettuati dalle Asl ai dipendenti pubblici e privati assenti dal servizio per motivi di salute non rientrano, infatti, tra i Lea «in quanto non rispondenti a fini di tutela della salute collettiva, ancorché previsti da specifiche disposizioni di legge e comprese nei compiti istituzionali del Servizio sanitario nazionale dalle varie norme che si sono succedute nel tempo».
Per questo, «valutata l'impossibilità, in una situazione di criticità finanziaria, di un aumento della spesa per prestazioni non finalizzate alla tutela della salute» le Regioni ritengono «che non vi siano le condizioni per mantenere questo tipo di attività in carico al Ssn».
Inoltre, le Regioni ritengono anche necessario integrare nuovamente il fondo sanitario con le risorse che sono state sottratte al Ssn in questi ultimi anni per queste finalità (70 milioni l'anno) «in quanto hanno sempre fatto parte delle disponibilità finanziarie del Fsn».
(Fonte il Sole 24 Ore sanità)
L’Ufficio per la comunicazione OMCe-O-Pa
Filippo Siragusa