Seni rifatti solo alle maggiorenni
Approvata la legge
ROMA. Mai più seni rifatti prima della maggiore età. Con il
via libera unanime da parte della Camera è diventato legge
il ddl che vieta gli interventi a soli fini estetici
sulle minori, introducendo pesanti sanzioni per i
medici che non rispetteranno le norme. Istituiti anche i
registri nazionale e regionali per gli impianti di protesi
mammaria. Un risultato definito "storico" dall'ex
sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, che si era fatta
promotrice del provvedimento nel corso del suo mandato.
Il ddl era stato presentato dall'ex ministro della Salute
Ferruccio Fazio e aveva ricevuto il primo via libera alla Camera
a dicembre 2010. Alla fine del 2011, sulla scia dello scandalo
delle protesi francesi difettose Pip, il Senato aveva ripreso
l'esame, approvando il testo con l'inasprimento delle pene da
5mila agli attuali 20mila euro. Testo che oggi, in sede
legislativa, ha ottenuto il definitivo via libera dalla
commissione Affari sociali in terza lettura.
Una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale, in sostanza, il
provvedimento fermerà la voglia di seni più prosperosi grazie
al bisturi che sempre più giovani donne sognano già prima
della maggiore età, e che circa in mille ottengono, secondo le
stime della Società italiana di chirurgia plastica,
ricostruttiva ed estetica (Sicpre).
Basta, insomma, "errori giovanili che potrebbero
ripercuotersi" sul futuro, come chiosa Lucio Barani (Pdl), e
"tolleranza zero" per quei chirurghi "senza scrupoli", come
li definisce Martini, che dovessero contravvenire al divieto. Il
ddl, infatti, oltre a vietare i 'ritocchini' estetici per le
minorenni (ma consentendo di intervenire laddove sia certificata
una "grave malformazione congenita"), introduce pene fino a
20mila euro e 3 mesi di sospensione dell'attività. Un
intervento, peraltro, che è anche "rischioso" in età così
giovane, come sottolinea il presidente della Sicpre, Michele
Pascone, perché il seno non è ancora del tutto formato. E il
consiglio degli esperti rimane quello di aspettare almeno di
avviarsi verso i 20 anni prima di rivolgersi al chirurgo.
Ma l'obiettivo centrato con le nuove norme, come sottolinea
ancora Martini, è anche quello di "tutelare la salute di tutte
le donne sottoposte ad intervento di mastoplastica additiva, sia
per finalità ricostruttive che estetiche". Perché entro sei
mesi si potrà infatti anche contare sui registri per gli
impianti al seno, che tutte le Regioni dovranno istituire e che
raccoglieranno dati che confluiranno anche in un registro
nazionale tenuto dal ministero della Salute. Nei registri ci
sarà l'obbligo di indicare "tipologia e durata degli impianti,
con informazioni dettagliate circa il materiale di riempimento
utilizzato ed etichettatura del prodotto, gli effetti
collaterali ad essi connessi nonché l'incidenza dei tumori
mammari e delle malattie autoimmuni". Un forte deterrente per
evitare il ripetersi di scandali come quello recente delle
protesi Pip, riempite appunto con sostanze non idonee e nocive,
oltre alla possibilità di monitorare l'esito clinico degli
interventi per prevenire complicanze e migliorare la gestione
clinico-assistenziale.
In più, sempre sul fronte della sicurezza degli interventi,
a praticarli potranno essere solo chirurghi specializzati in
medicina plastica-estetica-ricostruttiva o che hanno già
sviluppato ampia esperienza sul campo.