BIBLIOTECA MEDICA VIRTUALE
Sanità: le buone prassi arrivano dalle regioni del sud
La retorica della cosiddetta «macroregione» del Nord si è imposta in questi ultimi dieci anni dietro 'la foglia di fico di una presunta efficienza
lunedì 25 marzo 2013

Il divario tra il nord è il sud del paese dovrebbe vincolare la programmazione sanitaria a rilanciare l'intero sistema partendo proprio dalle regioni meridionali. Dalla Puglia, Basilicata, Campania, Sicilia e Molise arriva un messaggio rivoluzionario rispetto alle analisi a cui siamo abituati, che vedono le nostre regioni sempre e solo inseguire il nord e i suoi modelli, in particolare quello lombardo.

A Bari si è appena concluso il primo di una serie di incontri itineranti tra decisori della sanità, finalizzati a «fare sistema» e contrastare la retorica della cosiddetta «macroregione» del Nord, che si è imposta in questi ultimi dieci anni, dietro ''la foglia di fico di una presunta efficienza'', politica a scapito del mezzogiorno che ha favorito il turismo sanitario e la filosofia dei rimborsi tra regioni.  

È il sindacato medici italiani (Smi) che lancia la «rivolta» delle «Buone pratiche» ed il segretario generale Salvo Calì nella sua relazione porta l'esempio della Sicilia per il livello bassissimo dei costi legati all’assistenza domiciliare integrata (Adi) e del Molise per l’altissima percentuale di casi sottoposti alla medica d’urgenza ed emergenza del 118 i quali, visitati, sono stati poi gestiti a casa senza quindi intasare il servizio ospedaliero. Una differenza tra le cifre esposte salta nell'occhio: per l'assistenza primaria in Puglia si spendono 2 euro ad abitante, in Veneto e Piemonte 10 euro. Occorre dunque una revisione dei costi, smantellare il mito secondo cui al Nord si spende meno e si ottiene un’assistenza migliore.

Un pregiudizio, un errore di calcolo o una strategia per tenere il sistema del nord sotto una particolare cura finanziaria?

Eppure, mentre al Nord chiedono di trattenere il 75% delle tasse pagate, dal Bahrain, come ha spiegato il direttore dell’Agenzia regionale per la sanità, Ares, Franco Bux, vengono in Puglia per esportare le buone pratiche in Sanità. Si fa riferimento, nel caso specifico al progetto Nardino, attraverso il quale si è operata una riconversione del personale medico e paramedico alla medicina del territorio e all’assistenza domiciliare. Tra i buoni esempi c’è anche quello del Cpt (Centro polifunzionale territoriale), sorta di poliambulatorio di un quartiere-città di Bari (San Paolo) che ha dato risposte in tempo reale alla domanda di sorveglianza sul rischio di malattie cardiovascolari, una struttura che è nata, come ha spiegato il dottor Enzo Creanza dalla semplice volontà degli operatori, senza un provvedimento formale e calato dall'alto.