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Nuovo test per i tumori: in alcuni casi può aiutare a ridurre le chemioterapie
I ricercatori ne hanno discusso alla St. Gallen International Breast Cancer Conference
lunedì 18 marzo 2013

Un nuovo test genetico, oggi disponibile anche in Italia anche se non ancora inserito tra gli strumenti diagnostici rimborsabili dal sistema sanitario nazionale, potrebbe evitare la chemioterapia a un quarto delle donne malate di tumore al seno. E' quanto è stato affermato dagli esperti durante la St. Gallen International Breast Cancer Conference che si è conclusa ieri in svizzera.

Il nuovo esame si basa sulla lettura dei livelli di espressione di 21 geni e su un algoritmo che elabora una probabilita' che il tumore si ripresenti con o senza metastasi entro i successivi 10 anni. Il test permetterebbe di stabilire il grado di rischio (basso, medio o alto), e se il rischio e' basso, sottolineano gli esperti si potrebbe evitare in alcuni casi la chemioterapia. In particolare il test è consigliato per l'esame dei tumori allo stadio iniziale, che risultano positivi ai recettori ormonali estrogenici o progestinici, laddove non vi è un interessamento dei linfonodi ascellari. 

''Questo specifico test diagnostico permette di selezionare in maniera accurata coloro che potrebbero trarre un reale beneficio da una chemioterapia - ha dichiarato in conferenza stampa Paolo Pronzato, Direttore della Divisone di Oncologia Medica dell'Istituto San Martino-IST di Genova - evitandone il ricorso nei casi in cui essa rappresenterebbe soltanto un danno in termini di peggioramento di qualita' di vita o, al contrario, di non trascurarne l'impiego laddove sarebbe necessaria''.

Grazie ai test che sono già stati utilizzati, hanno spiegato gli esperti, in un terzo di un gruppo di pazienti l'oncologo ha potuto modificare il piano terapeutico, evitando la chemioterapia in un quarto e aggiungendola invece nel 5-10% delle pazienti.