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Decreto Sanità: proposta la deroga per i pensionamenti del personale sanitario
Oggi il decreto verrà discusso in aula, domani in commissione lavoro e bilancio
lunedì 15 ottobre 2012

E' uscito Venerdì indenne dall'esame - con piccole modifiche - della commissione Affari sociali della Camera. Parliamo del decreto Sanità che oggi si prepara però ad affrontare l'aula per la discussione generale. In questa occasione potrebbero determinarsi significative modifiche.
Ma vediamo il restyling operato sul decreto dalla commissione: le responsabilità dei medici nel clima di critica serrata alla medicina difensiva e di attacco deontologico, portato avanti talvolta in maniera sensazionalistica dai media, viene alleggerita; eliminato dal testo anche il divieto di sfratto per le famiglie del giocatore patologico, segno possibile della volontà di fare del tema di questa patologia una questione intrafamiliare; il dispositivo sull'aumento del succo nelle bevande è stato strutturato con modi e tempi certi; annullati forse i fondi per le ludopatie.

L'effetto sorpresa che ha scatenato il dibattito interno e su cui ipotizziamo più tardi si scalderanno gli scranni dei parlamentari è invece rappresentato dalla deroga, rispetto alla riforma delle pensioni, per i dipendenti del servizio sanitario.

Da molti la modifica è stata letta come un privilegio, gratuito e destinato a soccombere presto, qualche ora dopo appunto, in aula. In questo caso le critiche sono state abbastanza unanime: il ministro Fornero che ha ricevuto il plauso dei colleghi del governo, sostenuto dal Pd e dal Pdl.

La riforma Fornero che azzera le regole per andare in pensione per tutti, con l'attuale dispositivo verrebbe corretta e il personale sanitario (in tutto 600.000 lavoratori) potrebbe essere «salvaguardato» andando in pensione almeno fino al 2014 con le vecchie regole. In più un bonus contributivo di 30 mesi. Di certo in questa fase preliminare, ma si tratterebbe di poche ore, vi è l'orientamento ostativo della commissione Lavoro e della commissione Bilancio.

''Il governo – ha dichiarato Elsa Fornero – ha già detto che è contrario. Non ci sono fratelli maggiori e minori. La riforma vale per tutti, poichè meritevoli di salvaguardia sono le persone che rischiano di trovarsi nel 2013 e 2014 senza reddito e senza lavoro. Non si può pensare all’esenzione di intere categorie''. Dello stesso avviso Giuliano Cazzola (Pdl) e Margherita Miotto (Pd).

Due giorni caldi dunque; oggi, alla Camera e domani per l'espressione del parere, in seduta di commissione Bilancio, alcuni punti del decreto potrebbero subire modifiche. Sembra infatti che il fondo per le ludopatie e per i defibrillatori sia destinato a saltare e sarebbe un duro colpo per la prevenzione (già di per sé destinataria di poche risorse, soprattutto nell'area della medicina sportiva) e delle tante famiglie in ginocchio a causa dei debiti di giochi e dei disturbi comportamentali dei ludodipendenti.

Per quanto riguarda la voce medicina preventiva, le responsabilità - scrivevamo sopra  - dei medici sono state alleggerite:  il medico risponderà per colpa lieve solo in sede civile, e non più anche penale. Assicurazione sarà obbligatoria per i camici bianchi e il risarcimento sicuro per i pazienti. Non ci sono però informazioni al riguardo su eventuali vincoli per le società assicurative presenti nel decreto.

Negativo il parere sulla cancellazione dei comitati etici già presenti negli istituti di ricerca e negli ospedali. Il decreto originario prevedeva l'unificazione degli enti in un unico comitato regionale. Abolita anche la norma che avrebbe obbligato all'uso di farmaci off label se più economici di quelli specificamente autorizzati per la patologia da curare.

I succhi invece dovranno contenere almeno il 20% di succo (l'8% in più dell'attuale 12) entro 8 mesi.