BIBLIOTECA MEDICA VIRTUALE
Norme per gli esercizi di videopoker: il Decreto Balduzzi arretra
Sparisce nel silenzio generale la contestatissima norma che vietava la presenza di esercizi dedicati al gioco nel raggio di 200 metri da scuole, università, nosocomi, luoghi di culto e centri aggregativi.
venerdì 14 settembre 2012

Alla fine il decreto Balduzzi arretra su uno dei punti più delicati, a tutela dei minori e dei giovani che dovrebbero frequentare solo le scuole, i centri sportivi e per l'impiego sano del tempo libero. Quando, in sintesi, la pressione della lobby supera le esigenze della prevenzione sui pericoli del gioco d'azzardo e di un maggiore controllo del territorio, accade ciò che era nelle previsioni degli esperti. 

Sul nodo che aveva fatto tanto discutere, contenuto nel maxi-decreto sulla sanità, quello sui videopoker, si fa marcia indietro per incontrare le esigenze dei soli produttori e distributori dei videopoker.   

Dal testo definitivo è sparita, nel silenzio generale (della stampa e dei partiti) la contestatissima norma che vietava la presenza di esercizi dedicati al gioco nel raggio di 200 metri da scuole, università, nosocomi, luoghi di culto e centri aggregativi.

Sul punto si introduce una modifica soft rispetto a quanto previsto nella versione originaria che indicava una restrizione di 500 metri.

Ma la lobby non è rappresentata solo dai produttori. In prima linea finanziaria c'è lo Stato, con un tornaconto che ha toccato tra incassi di videopoker e videolotteries ben 79 miliardi di euro nel 2011. Su questo volume lo Stato esercita un prelievo erariale che oscilla tra il 12 e il 4%. Gittata sostanziosa a cui è difficile rinunciare anche in misura parziale. 
 

Nel paese in cui si taglia la ricerca e la formazione, i servizi assistenziali e le politiche del lavoro, il gioco è diventato la terza industria, un settore che vale tantissimo per il Ministero del Tesoro, soprattutto in questo momento di recessione.

Come farà prevenzione lo Stato sul gioco d'azzardo? I monopoli dovranno monitorare il territorio, esaminare le concessioni, raccogliere le segnalazioni. Ma con quali risorse umane? E i Comuni saranno in grado di produrre e gestire il controllo dei servizi commerciali di settore? Il decreto prevede nelle circostanze valutate pericolose per i minori la revoca della licenza o l'obbligo di spostare l'esercizio. Difficile conciliare i sistemi di interesse, anche perchè nei fatti le sale da gioco nelle grandi città proliferano come funghi. 

Le nuove regole sulla ludopatia che stabiliscono che la patologia verrà inserita tra le malattie coperte dal Ssn vengono mantenute.