Malattie cardiovascolari. Al via il Congresso della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe)
Buoni i miglioramenti in ambito di salute cardiovascolare registrati nel corso degli ultimi trent' anni in Italia. E’ quanto prevedono gli esperti, analizzando le stime dei trend compresi tra il 1960 e il 2010. Alla base di questo processo la maggiore attività di prevenzione delle malattie del cuore, confermata dal dato relativo alla diminuzione delle morti: dagli anni '80 al 2012 sono state registrate circa 42 mila morti in meno per malattie cardiovascolari. Diverse sono le patologie del cuore che si presentano almeno dieci anni dopo, mediamente a 65-70 anni contro i 55-60 del 1980. I dati emergono nel corso del primo congresso nazionale della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe) che si sta svolgendo a Verona in questi giorni.
La prevenzione delle malattie cardiovascolari incide per il 52% nella riduzione della mortalità, in particolare quella correlata all’ipertensione ed alla ipercolesterolemia, ma hanno agito con effetti di buone prassi per la diffusione della salute anche le campagne anti-fumo, le nuove terapie e i progressi nella cardiochirurgia che hanno consentito di innalzare l’età dei pazienti sottoposti ad interventi importanti. Le malattie cardiovascolari, come è stato ricordato in apertura del congresso sono dal punto di vista epidemiologico le patologie più rilevanti e diffuse, per le quali si ricorre maggiormente all’ospedale e che determinano comunque il maggior numero di morti e i costi più alti per il sistema sanitario.
Due sessioni specifiche vengono dedicate all’ipertensione arteriosa, la malattia ‘nazionalpopolare’ per eccellenza (colpisce il 30 per cento della popolazione e il 60% degli ultra70nni) ed al diabete. Per queste ultime patologie la parola d’ordine della prevenzione rimane la corretta alimentazione e l’ esercizio fisico costante.