SEGNALAZIONE TENTATIVI DI ACCAPARRAMENTO CLIENTELA STUDI LEGALI/POST PER INCENTIVARE DENUNCE DI CASI DI MALASANITÀ
Lettera dell'avvocato Giuseppe Emanuele Greco
In riferimento al post pubblicato il 27/03/2020 nel portale istituzionale, titolato “Segnalazione tentativi di accaparramento clientela studi legali", nel rispetto del contraddittorio pubblichiamo la lettera dell'avvocato Giuseppe Emanuele Greco
Egregio Dott. Amato, preliminarmente intendo significarLe il Mio più profondo rammarico nell’apprendere le Sue pubbliche dichiarazioni e giudizi profusi nei Miei confronti.
Non avrei mai potuto immaginare che, in un tragico momento storico come quello che stiamo vivendo, ove ci si deve difendere uniti -secondo le proprie competenze- contro un nemico invisibile, Mi sarei dovuto difendere da un attacco mediatico e non, di tali proporzione, ingiusto e infondato frutto di un errore/disservizio causato dal gestore del Mio sito.
Ci ritroviamo, oggi, in una situazione senza precedenti, ove ogni categoria di professionisti ritenuta “essenziale”, quale quella dei medici, oltre che quella degli avvocati, è lasciata libera di esercitare, ma in dovere di continuare ad operare con seri rischi e pertanto con massima stima e plauso per il lavoro svolto.
Il richiamo di elogio si riferisce in particolare a Voi medici (e a tutti gli operatori sanitari in senso ampio) che quotidianamente mettono a repentaglio la propria vita e quella dei propri cari per combattere questa pandemia.
Attaccare la Vostra categoria, tentando di speculare sulle tragedie dei nostri concittadini, sarebbe oggi più che mai vile e incivile! Un suicidio mediatico per uno studio legale che ha sempre professato la lealtà operativa e che ha sempre affiancato i propri assistiti nelle loro reali e meritorie pretese di tutela dei propri diritti.
Le confesso che le Mie energie e quelle dei Colleghi, che al Mio fianco lavorano per rappresentare con rispetto e lealtà la propria categoria professionale alla quale appartengo, sono oggi quasi interamente dedicate a tutelare i clienti, oltre il benessere delle nostre famiglie, a contribuire a non rallentare questo processo di contenimento della pandemia, rispondendo a quelle che sono le richieste che i nostri rapprensentanti di Stato ci hanno rivolto.
Non si può non stimare il lavoro dei Medici e penso a tutto quello che state facendo e per il sacrificio che state donando ad un popolo intero, nel rispetto del Vs prezioso giuramento.
Nessuno mai potrà mai disconoscere il prezioso contributo che la Vostra missione sta dando a questa battaglia ed proprio in nome di questa stima che la delusione per l'accaduto è ancora più grande.
Pertanto, ancor più doveroso appare precisare che il pacchetto di servizi on line, concordato con Italiaonline, prevedeva fondamentalmente un rafforzamento del sito sui motori di ricerca esistenti (google in particolare) con un richiamo alla piattaforma on line.
A novembre 2019, dopo circa due settimane, verificato che vi poteva essere un interpretazione non ritenuta in linea con il modus operandi dello Studio, lo scrivente Avvocato, autocensurandosi, dava disdetta a Italiaonline per interrompere immediatamente il servizio contestato, per come in effetti avvenuto.
Questo accadeva in tempi non sospetti ed ovviamente pregressi all'emergenza Coronavirus e solo per un errore di sistema (cosi come giustificato dal collaboratore di ITALIAONLINE), quel messaggio sospeso, veniva riproposto (credo per due giorni circa) di recente senza alcuna autorizzazione da parte dello scrivente Avvocato, per un mero disservizio causato dal caos esistente.
Prima ancora che avessi modo di leggere la sua legittima “denuncia”, avendone tra l’altro conoscenza da diversi amici, avevo già diffidato ITALIAONLINE -in data 25 novembre- a rimuovere ogni ulteriore residuo riferimento a quel messaggio riservandomi, comunque, di valutare le opportune azioni necessarie a difendere la nostra integrità professionale e deontologica.
Non è questa la sede per giustificare documentalmente quanto Le ho appena riferito e, senza lasciare adito a dubbi, vorrà credere che ciò che Le ho detto corrisponde al vero e già comunicato al
Sig. Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Palermo.
Certamente, l’attacco mediatico –prevedibilmente- che sto subendo ingiustamente, ferisce Me e tutti coloro che lavorano presso il Mio studio con alto senso di responsabilità e seria professionalità da diversi anni.
Sarebbe stato Mia cura, se contattato preventivamente, spiegare che quanto accaduto non è riconducibile ad una Mia responsabilità, evitando cosi di amplificare sentimeti di ostile contrasto e facili giudizi che non consentirò oltre.
Tutti insieme dobbiamo lottare e collaborare, ognuno nel rispetto della professione dell’altro non potendo lasciare spazio a fermenti sociali di rivendiche, in molti casi di mero scherno.
Seppur vero è che Mi occupo con il Mio studio di avanzare richieste risarcitorie versus coloro che in ogni ambiente lavorativo –quale quello sanitario- si dimostrano responsabili di fatti gravi in danno di terzi, è pur vero, gentile Dott. Amato, che tale attività di accertamento di colpe viene fatto con massima attenzione e le dovute precauzioni.
In specie, Le significo che le pratiche risarcitorie avanzate presso le sedi giudiziali rappresentano forse il 30% di quelle che vengono sottoposte all’attenzione dello studio e dei bravi medici che con lo stesso collaborano nell’accertamento di eventuali responsabiltà da parte di strutture ospedaliere, lavorando con impegno e massima onestà professionale, secondo principi consolidati e recepiti dal Mio Studio.
Ciò proprio perché deve essere condiviso il principio secondo il quale non si deve speculare sulla professione e sulla vita degli altri, ben che mai in un momento storico come questo.
Per le stesse ragioni, non consentirò ad altri di applicare al sottoscritto tale contestato modo di operare.
In particolare, appare evidente che il servizio on line disdetto a novembre (per errore non mio rimesso per 2 giorni a metà marzo), legittimamente contestato, comunque si differenzia rispetto ad altri che, chiaramente, contestualizzano il proprio slogan.
Tutti possono sbagliare, avvocati e medici…tutti, ciò che conta è intervenire nei Loro confronti proprio a difesa della classe professionale di appartenenza senza pregiudizi alcuni.
Per Sua dovuta conoscenza, sto contestualmente scrivendo al Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, a tutela dello Studio Legale e di tutti coloro che ivi lavorano e con il quale collaborano con onestà e professionalità indiscussa.
Quanto occorso via social e attraverso dichiarazioni non fondate e non controllate, farà in modo che il Mio impegno professionale sarà ancor piu chiaro e fermo con massima attenzione profusa, rimanendo decisa la volontà di proseguire la Mia opera professionale con onestà e senza timori.
Confermo la Mia personale stima di tutti coloro che lavorano presso le strutture ospedaliere, medici, infermieri e ausiliari che ogni giorno rischiano la propria vita e quella dei propri cari a favore del prossimo.
Certo di aver rappresentato il Mio pensiero e spiegato quanto occorso, Mi rendo disponibile ad ulteriori chiarimenti potendo dimostrare, con serena facilità, la personale estraneità ad ogni addebito ricevuto infondatamente, pur confermando il Mio più sincero dispiacere per quanto accaduto.
Oggi è il momento di lottare insieme, non di dar seguito sterili contrapposizioni.
Certo di non dover essere più destinatario di facili commenti che ledono la Mia immagine professionale, auspico pronto riscontro positivo rinfrancando il buon nome dello studio. Distinti saluti
Palermo, lì 28/03/2020
Avv. Giuseppe Emanuele Greco