Uno universitario europeo non deve ripetere il test d'ammissione per frequentare un Ateneo italiano
Sentenza del Tar
sabato 26 maggio 2012

CAGLIARI. Uno studente belga al secondo anno del corso di studi in Medicina, che vuole trasferirsi in Italia con la sua famiglia, può continuare la propria carriera accademica nel nostro Paese. Lo ha stabilito una sentenza del Tar di Cagliari che ha dato torto al Ministero dell'Istruzione italiano, secondo il quale l'iscritto avrebbe dovuto sostenere e superare il test di ammissione. Per il Tar "il sistema nazionale deve consentire anche l'accoglienza - in corso di studi - di studenti che hanno svolto un periodo universitario in altra analoga università europea, previo espletamento della prova di ingresso (articolata secondo l'ordinamento locale), come nel caso di specie si afferma compiuto dalla ricorrente a Bruxelles. E non può impedirsi la mobilità sul territorio Ue". Dare agli studenti l'onere di sottoporsi di nuovo ad un test di ammissione "concretizza - scrivono i giudici - un ostacolo al principio definito dal Trattato, espressamente rivolto ad incentivare il riconoscimento dei periodi di studio svolti all'estero". "Si tratta - commentano gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia - di una importantissima decisione dei giudici cagliaritani che apre le porte al nuovo mercato comunitario degli studi e del sapere. In un momento di assai nota difficoltà congiunturale è fondamentale che con sempre più forza vengano riaffermati i principi cardine del Trattato di Roma ed esplorate nuove opportunità di sviluppo e crescita per i giovani". (ANSA).