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Sanità Lazio: rischio default
La relazione di fine legislatura giudicata negativa dalla Corte dei Conti che condanna l'amministrazione finanziaria della regione
lunedì 11 marzo 2013

Il report conclusivo della legislatura firmata Polverini è giudicata dalla Corte dei Conti pesante: sanità a rischio default, gestione finanziaria fuori controllo e debito insanabile. Una relazione, quella della sfera politica che i magistrati definiscono ''confusa, episodica e atecnica'', lontana dal registro di trasparenza e di accessibilità che dovrebbe mantenere un documento della pubblica amministrazione.

In tutto sono 598 le pagine compilate dalle diverse Ausl regionali, con un approccio che i magistrati definiscono ''privo di un metodo condiviso di narrazione delle vicende connesse alle decisioni prese''. Tra le criticità della gestione Polverini i giudici hanno individuato la mancanza di un collegio dei revisori, il saldo negativo di 9.935 milioni di euro nel 2011, l'assenza di una programmazione generale della spesa che tenga conto a aprtire dal 2010 del debito maturato.

Il binomio come evidenziano i magistrati rappresentato dalla necessità di mantenere i servizi e di diminuire la spesa ha creato delle incongruenze nella programmazione delle diverse Ausl, con una realtà contabile caratterizzata ''da una programmazione sfasata e da ritardi cronici nei trasferimenti di risorse, che determinano ritardi nei pagamenti dei fornitori e poco sopportabili oneri finanziari''.

''Al 31 dicembre 2012 - si legge -  non risulta concretizzata la previsione di 8 mila posti letto di Rsa (costano 98111 euro al giorno, circa un quarto di un posto letto per acuti, ndr) contenuta nel piano 20072009. Sono solo 5.597 quelli attivati'', mentre per il servizio del 118 ''manca un adeguato sistema di monitoraggio della produttività.