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Una nuova sentenza autorizza i medici e rimanere in servizio sino a 70 anni
Si risolve la questione che risale al contenzioso iniziato ad aprile 2010 tra un medico di La Spezia e l'Asl
giovedì 07 marzo 2013

Una nuova sentenza stabilisce la necessità di garantire il trattamento pensionistico a coloro che non avessero potuto raggiungere la contribuzione minima per il suo conseguimento. In questo modo i medici potranno scegliere di restare in servizio sino a settanta anni. La sentenza della Corte Costituzionale, la numero 33 del 6 febbraio 2013, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 15-nonies, comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria), e 16, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503 (Norme per il riordinamento del sistema previdenziale) nel testo vigente fino all'entrata in vigore dell'art. 22 della legge 4 novembre 2010, n. 183, (che prevede il mantenimento in servizio sino a 70 anni per raggiungere il massimo contributivo), nella parte in cui non consentiva al personale sanitario, che al raggiungimento del limite massimo di età per il collocamento a riposo non avesse ancora compiuto il numero degli anni richiesti per ottenere il minimo della pensione, di rimanere in servizio su richiesta volontaria. La finalità della sentenza è garantire il trattamento pensionistico a coloro che non possono raggiungere la contribuzione minima per il suo conseguimento.

La questione risolve un contenzioso nato tre anni fa, a seguito della presentazione di un ricorso d'urgenza presentato da un medico di La Spezia che, collocato a riposo dall’azienda sanitaria, aveva rivendicato il diritto a esercitare fino al raggiungimento del trattamento pensionistico di vecchiaia, nello specifico sino a 70 anni.