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Approvato il decreto Balduzzi. Ora si passa al Senato
Il dibattito, viziato dalla richiesta della fiducia
venerdì 19 ottobre 2012

Ieri dopo una giornata densa di interventi il via libera dell'aula della Camera (269 favorevoli, 65 contrari e 29 astenuti) alla conversione in legge del Decreto Sanità che porta la firma del ministro della salute Renato Balduzzi. Lo scoglio era rappresentato proprio dalla Camera, complessivamente 350 emendamenti elaborati dai gruppi per saccheggiare i punti deboli e controversi del documento, giudicate sostanzialmente certo non a favore della stabilità del sistema sanitario. Un decreto inizialmente apparso ai più privo della forza progettuale necessaria per avviare una riforma reale, non supportato dall'impegno finanziario, un contenitore giudicato dai parlamentari dell'IdV e della Lega 'vuoto'.

In realtà il clima da mercoledì pomeriggio si era pacificato, nella misura in cui sul decreto veniva chiesta la fiducia del governo, con la conseguenza naturale del ridimensionamento delle parti più critiche che coesistono sia nell'area del Pdl che del Pd all'interno della maggioranza. Ora il provvedimento passa al Senato, con una scadenza del decreto legge n. 158/2012 a stretto giro di boa, fissata al 12 novembre.

I dati sul voto definitivo però non presentano una situazione serena per la tenuta della maggioranza poichè tra i votanti si annoverano una decina di bocciature del decreto a carico dei parlamentari del pd e forse del pdl. Senza dimenticare che solo il 40% dei deputati del pdl hanno partecipato alla votazione, percentuale molto lontana dalla significatività del decreto. Un voto 'generico' e poco aderente, a questo punto, al dibattito al vetriolo che pure all'interno della maggioranza aveva accompagnato i mesi estivi e la discussione in aula.

A caldo sembrano però positive le reazioni del fronte sindacale. ''Nei suoi limiti il decreto Balduzzi è una buona base di partenza. Siamo pronti a lavorare per costruire, insieme alle Regioni e se le Regioni lo vorranno». Così commentano i sindacati dei medici convenzionati Fimmg (dottori di famiglia) e Sumai (specialisti ambulatoriali), mentre Giacomo Milillo, segretario nazionale Fimmg giudica ''il decreto molto positivo per l'assistenza territoriale nella sua prima parte''.