NASCE LA FONDAZIONE DEGLI OMCEO, SARA' AL SERVIZIO DELLE PROFESSIONI

Nasce la Fondazione degli Omceo della Sicilia. Grazie alla sinergia di tutti gli Ordini dei medici del territorio, sarà al servizio di tutti i camici bianchi che operano come liberi professionisti, dipendenti o convenzionati, ma anche dei tanti giovani (e meno giovani) precari o disoccupati. In rappresentanza dei nove ordini provinciali, con delega di tutti i presidenti di tutti gli Omceo... leggi
VIOLENZA NEGLI OSPEDALI: I MEDICI SICILIANI SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE
“D'ora in poi, a tutela della categoria, tutti gli Ordini dei medici siciliani si costituiranno parte civile nei processi che coinvolgono il personale medico e paramedico degli ospedali siciliani vittime di aggressioni verbali e fisiche. Intendiamo conoscere innanzitutto l'identità degli aggressori, ma anche affermare in un'aula di tribunale la radice di disagio sociale degli episodi violenti che si moltiplicano di giorno in giorno, soprattutto nelle aree di emergenza come i Pronto soccorso e le guardie mediche. E' necessario sensibilizzare l’opinione pubblica, restituendo loro la fiducia verso tutti professionisti della sanità”. A dichiararlo, il presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Palermo, Toti Amato, alla guida degli Omceo siciliani, dopo l'ultimo episodio che ha coinvolto Vincenzo Pio Trapani, il medico responsabile dell'unità di emergenza dell'ospedale Civico aggredito da un giovane. “E' sotto gli occhi di tutti – spiega Amato - che le estenuanti liste d’attesa e il sovraffollamento nei triage sono due dei problemi più gravi del servizio sanitario pubblico. Il più delle volte, i pazienti con i loro familiari vi arrivano già esasperati per l'impossibilità di curarsi adeguatamente fuori dalle strutture pubbliche a causa del loro impoverimento. Una condizione che degenera in comportamenti violenti perché chiedono un ascolto immediato impossibile”. Il presidente degli Ordini siciliani chiede perciò “misure urgenti e strutturali che non possono fermarsi al controllo degli agenti della sicurezza o all'intervento della polizia in emergenza perché si tratta innanzitutto di un problema sociale”. “Una soluzione sicuramente efficace – conclude Amato - è realizzare un'alternativa ai triage, come l'apertura, diurna e notturna, di nuove strutture territoriali pubbliche a cui potere accedere telefonando al Cup, così come avviene per altre prestazioni, chiedendo un orario serale o anche festivo. In questo modo, si accorcerebbero di gran lunga le liste d’attesa e si ridurrebbe il sovraffollamento, restituendo serenità al lavoro dei medici e paramedici, ma anche al dialogo, ormai distorto, con i pazienti”.
 
Incontinenza, codice degli appalti e qualità di vita
21 FEBBRAIO 2017 - A.I.D.O.P. ONLUS Palermo Le Associazioni oggi si pongono in modo differente rispetto al passato.  Non hanno più il solo scopo di essere portavoce dei pazienti e delle loro patologie, ma rivendicano un ruolo di protagoniste pienamente partecipi alle scelte socio -sanitarie delle Istituzioni, chiedendo il supporto di dirigenti responsabili e competenti.  Esse coltivano al proprio interno la cultura di “Cittadinanza” garantendo i diritti e la dignità dei pazienti, curando il loro ruolo specifico nella Società ed il rapporto con le Istituzioni.  Per realizzare tutto ciò, è indispensabile maturare un nuovo modo di percepire il loro ruolo, poiché non è più il tempo di essere accuditi in modo caritatevole.  Vige, infatti, il diritto dell’autodeterminazione del sistema, in ambito sociosanitario, assistenziale e culturale.  Per quanto concerne la tutela dei diritti delle persone con disabilità, è doveroso evidenziare che non sempre le norme vengono rispettate, soprattutto per le fragilità di queste persone, per le quali, spesso è necessario far intervenire la Magistratura per applicare un diritto già sancito dalla legge.  Talvolta, la convenzione ONU sulle persone con disabilità è ignorata.  Il Ministero della Salute, sin dal 1991 ha attivato il “Nomenclatore tariffario Protesico”, attuali LEA, con l’unico fine di riabilitare le persone disabili, non di punirle con il conseguente decadimento delle prestazioni e dei servizi.  La prima voce di spesa del Nomenclatore, sono gli ausili di assorbenza, con un costo annuo di 362.000.000 di Euro e 71.000. 000 di Euro per i cateteri.  A ciò vanno aggiunti altri costi (personale Regione ed ASP, spedizioni, margini della filiera distributiva e gli acquisti che il cittadino effettua a proprie spese).  A ciò inoltre, si aggiunge un considerevole DANNO AMBIENTALE procurato dal mancato smaltimento e conseguente mancato riciclo di questi ausili Nonostante i disagi ed i costi dell’incontinenza, è oggi possibile risparmiare fornendo dispositivi ad assorbenza di qualità prescritti con appropriatezza e/o sottoponendo i pazienti ad innovativi trattamenti terapeutici, anche minimamente invasivi, che migliorano la qualità di vita.  In sintesi, è necessario aprire i “Centri per la prevenzione e la cura...