03-09-2010
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18-01-2006    Basta cavie in laboratorio

I geni sostituiranno gli animali
ROMA. Stop ai test sugli animali. Oggi per provare il rischio chimico arriva la tossicogenomica, la scienza che osserva il comportamento dei geni all'interno di cellule umane al contatto con la tossicità delle sostanze e in grado di abbattere 100 volte i costi, polverizzare i tempi e dare garanzie certe per la salute dell'uomo. Usa e Giappone già ne stanno facendo un business. In Europa è l'Olanda il Paese più avanti mentre in Italia questo settore resta ancora fuori dai laboratori. E i Verdi hanno presentato una proposta di legge per dire un basta definitivo alla vivisezione nella ricerca italiana a partire dal 2006. Contro l'uso delle cavie ieri sono scesi in campo scienziati italiani e stranieri, come il tossicologo molecolare Claude Reiss, chiamati a raccolta dalle associazioni Equivita, Animalisti Italiani, Movimento Ecologista UNA, Movimento Antispecista.
"La tossicogenomica - ha spiegato Reiss, già direttore di ricerca al Cnrs di Parigi - è in grado di assicurare test per le 100 mila sostanze chimiche in circolazione entro il 2010". Con i metodi tradizionali "servirebbero migliaia di anni e un costo di centinaia di miliardi di dollari. Al momento, infatti - ha proseguito - le sostanze che questi metodi tradizionali riescono a verificare sono solo qualche decina ogni anno".
Il tutto con un enorme numero di vittime. Ogni anno, nel mondo, è stato sottolineato, 500 milioni di animali vengono sacrificati nei laboratori, un milione in Italia, 3 in Gran Bretagna, 17 milioni negli Stati Uniti. E non sono solo roditori o conigli, ma sempre più spesso si tratta anche di cani, gatti, cavalli, maiali.
Forte la crescita, secondo le ultime statistiche, degli scimpanzé. "E tutto per niente, la vera cavia resta sempre l'uomo: centinaia di migliaia le vittime solo in Europa della guerra chimica a dimostrazione che la sperimentazione animale non dà garanzie per la salute", ha detto la deputata dei Verdi, Luana Zanella, promotrice della proposta di legge. "Gli effetti negativi dei farmaci - rincara Jarrod Bailey, genetista dell'Europeans for medical progress - sono oggi il quarto killer del mondo occidentale. Ciò dimostra il fallimento dell'approccio con il modello animale e l'82% dei medici su 500 intervistati ha dichiarato di condividere le nostre preoccupazioni".
"La vivisezione - ha sottolineato Marco Mamone Capria, epistemiologo all'Università di Perugia - è una pratica metodologica screditata. La tossicogenomica assicura invece risultati univoci e non manipolabili. Il regolamento sulla chimica, Reach, preme - ha proseguito - e la salute è costantemente in pericolo. Bisogna agire". Mamone Capria si è detto quindi d'accordo con la proposta di Reiss di istituire un Centro europeo per la tossicogenomica. In Usa già esiste.
"Il nostro movimento - ha detto Fabrizia Pratesi di Equivita - ha raggiunto oggi una pietra miliare. Un pensiero scientifico che per quasi due secoli è sembrato del tutto inattaccabile, alla fine ha ceduto il passo all'evidenza".
Secondo dati inglesi, oggi il 59% dei test sugli animali riguarda gli esperimenti di farmacologia, quindi lo studio delle malattie, prove cosmetiche, esperimenti di psicologia e test bellici o didattici. Il 75% degli esperimenti si tossicità sono trasversali a queste categorie; per il 60% vengono effettuati in industrie e laboratori privati, il 33% in università e in scuole di medicina e il 7% in laboratori pubblici e in dipartimenti governativi. Il 63% viene compiuto senza anestesia, il 22% con anestesia parziale. "I risultati - ha concluso Zanella - non sono in grado di garantire nulla nei confronti della nostra salute. La penicillina, per esempio, uccide cavie e criceti; la stricnina lascia indifferenti cavie, polli e scimmie; la tossina botulinica è innocua per il gatto".








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