MILANO. I danni provocati dall'osteoporosi, che costano al servizio sanitario italiano un miliardo e mezzo di euro all'anno, con 90 mila fratture femorali, si possono prevenire fin dall'infanzia adottando particolari stili di vita. A sostenerlo sono gli esperti che a Milano hanno presentato alcuni dati di una ricerca dell'Osservatorio nazionale sulla salute della donna.
"L'osteoporosi - ha spiegato Claudio Cricelli, presidente società italiana di medicina generale - rappresenta un rilevante fattore di rischio predisponente a fratture ossee, e per questo la malattia va inserita tra le attività di prevenzione primaria e secondaria". Ma "nove donne su dieci sotto i 40 anni non hanno mai parlato con un medico di prevenzione" e l'80% delle intervistate è convinta che il momento per iniziare a prevenire la malattia sia durante la menopausa o, addirittura, dopo una frattura.
Solo al nord, il 18% delle donne sa, invece, che l'osteoporosi si può prevenire fin da bambini e che l'accumulo di calcio e vitamina D, insieme all'attività fisica regolare, sono fondamentali per sviluppare ossa forti.
"Maggiore è la massa ossea che si ha all'inizio dell'età adulta - ha spiegato Stefano Mora, pediatra del laboratorio di endocrinologia infantile del San Raffaele - più lontano sarà il rischio di osteoporosi con l'età. Per far questo è necessario agire su tre fronti: il primo è quello alimentare, seguendo fin da piccoli una dieta ricca di calcio e vitamina D. Il secondo è l'esercizio fisico, poiché alle ossa fanno bene il carico e la trazione dei tendini; il terzo è l'adeguata esposizione ai raggi solari che promuove la conversione della vitamina D nella pelle, aumentandone la quota attiva. La vera prevenzione - ha concluso - va fatta in età pediatrica, quando il metabolismo è molto attivo". |
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