MILANO. Uno screening per il tumore al seno 'a misura di rischio', che tenga cioè conto dei fattori genetici, ambientali e famigliari per decidere quali esami di prevenzione fare, e a partire da che età. E' quanto sta pensando di fare il Ministero della Salute, come ha spiegato il ministro Ferruccio Fazio a margine di un convegno organizzato dalla Fondazione Bracco ieri a Milano.
"Al Ministero - ha detto Fazio - abbiamo diviso la prevenzione in tre grandi filoni: la primaria, la secondaria e la terziaria. Per il tumore alla mammella, in particolare, stiamo proponendo strategie innovative e personalizzate a seconda dei fattori di rischio e dell'età". Attualmente, ha ricordato Fazio, "c'è un'unica strategia che è quella di fare i controlli ogni due anni in una certa fascia di età".
Quello che invece vorrebbe fare il Ministero è di scegliere gli esami da fare e l'età in cui iniziare in base ai fattori di rischio della donna: "Ci possono essere strategie che combinano non solo la mammografia, ma anche l'ecografia ed eventualmente la risonanza magnetica". Più nel dettaglio, "si può dividere ad esempio ciascuna donna in tre tipi di rischio: basso, medio e alto. Se il rischio è alto, con fattori di rischio genetici e famigliari, si potrebbe fare una risonanza magnetica più un'ecografia a partire dai 30 anni, con controlli ogni anno. Se il rischio è intermedio, invece, potremmo programmare un'ecografia ogni anno dopo i 40 anni. Se il rischio è basso, infine, può esserci una mammografia ogni due anni, tra i 50 ei 75 anni".
Tutto questo "potrebbe portare a una riduzione dei falsi negativi - ha concluso - e a un'ulteriore riduzione della mortalità" per questo tumore. |
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