ROMA. Nonostante le donne siano sempre più presenti fra i medici (dal 2005 al 2008 nel Servizio sanitario nazionale sono aumentate dal 30% al 35%), soltanto una su dieci occupa un posto di dirigente medico di struttura complessa, ossia il vecchio ruolo di primario. Sono i dati presentati dalla Cgil Medici.
"I dati in sanità mostrano per le donne una difficoltà diffusa, con molte dottoresse in corsia e poche nei ruoli apicali, e con tante precarie", rileva in una nota l'organizzazione sindacale. Nel 2008, prosegue la nota, su un totale di 9.703 primari le donne erano 1.239, circa una su dieci. Sempre del 2008 è il dato della Ragioneria dello Stato secondo cui fra le donne medico le precarie erano 3.725 su un totale di 6.544, vale a dire il 57%. Eppure, rilevano le donne della Cgil Medici, le dottoresse si laureano prima dei colleghi (in media a 26 anni) e con punteggi superiori (su 100 laureati con lode, 78 sono donne).
In genere le specializzazioni si concentrano nelle branche in cui è più facile conciliare lavoro e famiglia e le percentuali più basse di donne si trovano nelle specialità chirurgiche. La tendenza potrebbe cambiare in futuro, rilevano le donne della Cgil Medici, considerando la "marea rosa" in arrivo nella professione medica: nell'anno accademico 2007-2008 il 55% delle matricole della facoltà di medicina sono donne. |
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