ROMA. Una terapia basata su un farmaco innovativo unita alla chemioterapia permette di raddoppiare il tempo di sopravvivenza senza progressione nel tumore del seno in stadio avanzato. Si tratta di bevacizumab, anticorpo monoclonale che agisce sulla proteina Vefg, elemento chiave dell'angiogenesi tumorale, il meccanismo che regola la crescita e la proliferazione del cancro.
Il farmaco agisce bloccando i 'rifornimenti' alla malattia, tagliando i viveri al tumore e quindi uccidendolo. A questo tema, si legge in una nota, è stato dedicato il convegno nazionale 'Dalla chemioterapia alla terapia anti angiogenica' chiuso ieri a Sorrento, dove i maggiori esperti italiani hanno fatto il punto sugli avanzamenti della ricerca nella lotta contro la neoplasia della mammella.
"L'inibizione dell'angiogenesi, ovvero il blocco dei meccanismi che consentono al tumore di diffondersi nell'organismo, è un'importante opzione terapeutica per le pazienti con cancro del seno in stadio avanzato, che hanno oggi una nuova arma mirata per affrontare la loro malattia", precisa Sabino De Placido, ordinario di Oncologia medica dell'Università Federico II di Napoli.
Secondo le stime basate dei Registri Tumori italiani, nel 2008 sono state 37.952 le donne colpite dal tumore del seno, che risulta così essere il secondo carcinoma più diffuso e ancora purtroppo il primo per mortalità nel sesso femminile sotto i 55 anni. |
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