ROMA. Per la prima volta è stata identificata una regione del Dna che agisce da "regista" per un'allergia alimentare diffusa nei bambini, chiamata esofagite eosinofila. Questa forma di allergia, riconosciuta recentemente come tale, può riguardare uno o più cibi, rende difficile ingoiare e può provocare vomito e perdita di peso. La scoperta è su Nature Genetics.
L'esofagite eosinofila è caratterizzata da un'infiammazione e dell'accumulo, nell'esofago, di cellule immunitarie chiamate eosinofili. Chi ne soffre deve seguire una dieta liquida ed evitare cibi che possono dare allergia, come latte, soia, uova, grano, nocciole e frutti di mare. Che l'origine di questa allergia fosse genetica si sospettava da tempo poiché molto spesso la malattia ricorre nella stessa famiglia. La conferma delle basi genetiche è arrivata dalla ricerca coordinata da Marc Rothenberg, dell'ospedale pediatrico di Cincinnati e sostenuta dall'Istituto statunitense per le allergie e le malattie infettive (Niaid) dei National Institutes of health (Nih).
I geni responsabili sono stati individuati mettendo a confronto il Dna di 181 bambini colpiti da questa allergia con quello di circa 2.000 bambini sani. Si è scoperto così che la centralina di controllo genetica associata a questa forma di allergia si trova nel cromosoma 5. Uno dei geni presenti in questo gruppo controlla la produzione di una proteina chiamata linfopoietina timica stromale, presente in grande quantità nei bambini con l'esofagite eosinofila ma coinvolta anche in altre allergie, come l'asma e la dermatite atopica (eczema).
Il prossimo passo dei ricercatori sarà esplorare la possibilità di un test genetico che permetta di identificare la linfopoietina timica stromale; nello stesso tempo si potrà verificare se farmaci che bloccano la produzione o il funzionamento di questa proteina possono essere utili per la cura dell'esofagite eosinofila. |
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