FIRENZE. In Toscana ci sono 21 centri di procreazione medicalmente assistita di cui otto di primo livello che effettuano l'inseminazione artificiale, principalmente intrauterina. Gli altri 13 di secondo o terzo livello si occupano di tecniche più complesse, quali i cicli a fresco (chiamati Fivet e Icsi) e congelamento di ovociti e embrioni.
Secondo i dati illustrati durante il congresso Isge (International society of gynecological endocrinology), in corso a Firenze, nel 2006 in Toscana 335 gravidanze sono il frutto di tecniche di procreazione medicalmente assistita. Secondo i dati del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali relative al 2007 e al 2008, il 56,7% delle tecniche di procreazione medicalmente assistita applicate in Toscana sono di fecondazione in vitro con trasferimento degli embrioni nell'utero, il 17,6 % sono di fecondazione in vitro tramite iniezione di spermatozoi nel citoplasma, il 13,% utilizza solo il trattamento farmacologico per l'induzione all'ovulazione, il 9,9% usa il trasferimento di gameti maschili nella cavità uterina.
La maggioranza delle donne che ha partorito grazie a questo tipo di trattamenti in Toscana ha oltre 40 anni; solo lo 0,17% ha meno di 25 anni. L'accesso alla prestazione è diverso in base all'età della donna: se di età inferiore o uguale a 41 anni paga esclusivamente il ticket sanitario per quattro cicli di primo livello e tre per quelli fra il secondo e il terzo, mentre paga l'intero importo per le successive prestazioni. Le donne con età superiore ai 41 anni pagano l'intero importo di ciascuna prestazione. |
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