ROMA. Sono 55 milioni nel mondo i malati di glaucoma ed un milione in Italia, secondo i dati dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità in occasione della settimana mondiale contro il glaucoma, la malattia oculare che può rendere ciechi o ipovedenti, che si celebra da domani al 13 marzo. Ma la cifra mondiale dei malati potrebbero toccare gli 80 milioni entro il 2020, soprattutto a causa dell'invecchiamento demografico.
Dal "ladro silenzioso della vista" è però possibile difendersi attraverso la prevenzione. Il glaucoma è associato, il più delle volte, a una pressione dell'occhio troppo alta, che causa danni irreversibili al nervo ottico e la perdita progressiva della visione periferica. Su un campione di 5.887 persone preso in esame dall'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-Iapn Italia onlus, in 1.198 casi (20,35%) è stata riscontrata una pressione dell'occhio troppo alta, ma meno dell'1% era già in cura per la malattia. Metà delle persone a cui è stato misurato il tono oculare avevano oltre 60 anni.
"Il glaucoma - spiega Giuseppe Castronovo, presidente della Iapb Italia onlus - è una malattia subdola che si può evitare solo attraverso la prevenzione perché, quando si manifesta, la vista potrebbe essere già fortemente compromessa e, quindi, i danni irreversibili e con effetti devastanti: il consiglio è quello di una visita dall'oculista almeno una volta ogni due anni dai 20 ai 40 anni e, dopo questa età, almeno una volta l'anno".
Nei Paesi ad alto reddito il glaucoma è la seconda causa di cecità (il 16% dei 45 milioni di non vedenti nel mondo), preceduta solo dalla degenerazione maculare legata all'età (41%). Le cause del glaucoma sono, tra le altre, genetiche (familiarità), correlate a traumi o ad altre malattie oculari. |
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