MILANO. Meno fame, più memoria: questa duplice proprietà è attribuita, per ora solo da studi scientifici eseguiti sull'animale da laboratorio, a una sostanza dal nome difficile, oleoiletanolamide(Oea), presente in alcuni alimenti e disponibile come integratore alimentare.
A sostenerlo è il professor Daniele Piomelli, per anni collaboratore più diretto del Premio Nobel Eric Kandel, che ha scoperto le basi molecolari della memoria, oggi ricercatore presso l'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova. Piomelli porterà questa sua scoperta al primo congresso della Società italiana di nutraceutica (Sinut), in programma all'Università di Milano, dall'11 al 13 febbraio.
"La nutraceutica - spiega Cesare Sirtori, il preside della facoltà di Farmacia nell'ateneo milanese e presidente del Congresso Sinut - comprende vari prodotti naturali che oltre al contenuto calorico contengono elementi utili alla salute". In questo caso, Oea è una molecola di tipo fosfolipidico, "conosciuta - dice Piomelli - come un fattore di sazietà": infatti, quando somministrata all'animale, e in certe condizioni anche all'uomo, rapidamente induce un senso di sazietà, in particolare nei confronti dei grassi alimentari.
"Se si altera il metabolismo dell'Oea - dice ancora il ricercatore genovese - l'animale può diventare rapidamente obeso per eccesso alimentare. Il fatto curioso però, è che l'Oea oltre a indurre sazietà migliora brillantemente la memoria: gli animali ricordano molto meglio i movimenti che servono ad evitare ostacoli o zone potenzialmente pericolose". Che rapporto abbia la sazietà con la memoria - osservano gli scienziati - è un argomento affascinante per la ricerca: "L'Oea agisce a livello molecolare in un modo in parte simile a quello di alcuni farmaci ipolipidemici. C'è da pensare che la regolazione del cibo, della memoria e dei lipidi circolanti abbiano meccanismi in parte sovrapponibili". |
|